Offensiva anti-Apple, Google recluta esperti apps

STRATEGIE

L'azienda di Mountain View punta a estendere la diffusione dei device con sistema Android. Intanto il Ceo uscente Schmidt annuncia: "Torneremo in Cina"

di Patrizia Licata
Google assume per rilanciare nelle mobile apps e contrastare il dominio di Apple in uno dei settori tecnologici più “caldi” del momento. Il colosso di Mountain View cerca decine di sviluppatori software esperti per creare applicazioni per smartphone e altri device mobili, secondo quanto riporta il Wall Street Journal.

Google avrebbe già cominciato a reclutare nuovi ingegneri del software, manager di prodotto, esperti di interfaccia utente ed altri professionisti con idee interessanti per il mondo delle mobile apps. Inoltre, alcuni degli attuali dipendenti della Internet company sarebbero stati riassegnati a lavorare sui nuovi progetti legali alle applicazioni mobili.

Il Wsj ricorda che le entrate globali delle mobile apps triplicheranno quest’anno a 15,1 miliardi di dollari, includendo i download a pagamento e le entrate pubblicitarie generate dalle apps, secondo le previsioni di Gartner. Ma oltre al potenziale guadagno, per Google realizzare più apps (e più accattivanti) significa spingere sulla diffusione dei cellulari e tablet con sistema operativo Android (su cui sono tra l’altro installati il motore di ricerca e altri servizi Google) e rosicchiare quote di mercato ai device concorrenti di Apple: iPhone e iPad.

L’obiettivo del progetto di Mountain View è sia migliorare la quantità delle sue apps (oggi il suo negozio online ne conta 100.000, ma Apple arriva a 350.000) sia la loro qualità. Alcune delle nuove applicazioni che Google svilupperà in-house saranno disponibili solo per Android, secondo le fonti del Wsj.

Un altro fronte su cui l’azienda americana non intende mollare è l’espansione in Cina – nonostante i recenti problemi: il Ceo uscente Eric Schmidt sottolinea in un’intervista rilasciata alla Bbc che Google ha intenzione di intensificare la promozione dei suoi servizi nel Paese asiatico e tra l’altro spera di trovare un partner cinese per il suo sistema operativo mobile.

Schmidt dichiara di essere il più filo-cinese del triumvirato che regge Google, che include, come noto, i fondatori Larry Page e Sergey Brin: “Sono sempre stato quello che ha creduto di più nell’espansione in Cina”. Schmidt è d’accordo con la scelta di abbandonare gli affari nel Paese dopi i contrasti sulla censura, ma dice di sperare che “col tempo, specialmente col mio nuovo ruolo con un focus più esterno, potrò riportare Google in Cina, nel modo giusto e secondo la nostra filosofia”.

Alla Bbc Schmidt, che ora è executive chairman di Google, chiarisce: il cambiamento di leadership nell’azienda non è dovuto, come hanno detto alcuni, alla carenza di innovazione nella compagnia, ma alla necessità di "chiarire i ruoli affinché le decisioni siano prese più rapidamente”. "Siamo innovatori e leader su larga scala”, ribadisce Schmidt, ma ammette che reti sociali come Facebook possano avere una marcia in più. “Siamo stati lenti ad aggiungere funzionalità social ai nostri prodotti core”, dice Schmidt. Ma il top manager aggiunge: sulla capacità di Google di creare innovazione non ci sono dubbi, per questo il motore di ricerca continua a crescere.

31 Gennaio 2011