Boom dati mobili, carrier in rosso fra due anni

LO STUDIO

Tellabs e Analysys Mason: i costi per gli upgrade delle reti impatteranno irrimediabilmente sul business degli operatori. Le prime ad essere colpite saranno le telco del Nord America

di Patrizia Licata
Il boom dei dati mobili rischia di far finire in rosso i conti degli operatori nel giro di appena due anni, al massimo tre - a meno che non venga trovato rapidamente un nuovo modello di business. Secondo il nuovo studio di Tellabs e Analysys Mason, i primi ad essere colpiti saranno i carrier del Nord America, dove i costi di rete associati con la necessità di sostenere volumi crescenti di dati mobili sorpasseranno i guadagni fra il primo trimestre del 2013 (peggior scenario) e il primo trimestre del 2014, secondo uno scenario più prudente.

"In Nord America gli affari potrebbero andare in negativo nel 2013", dichiara Ben McCahill, direttore del mobile business development Emea di Tellabs intervistato da Total Telecom. "Gli operatori del Nord America saranno i primi ad essere colpiti perché un’architettura di rete leggermente diversa significa che hanno spese operative leggermente più alte”, aggiunge.

Seguiranno gli operatori attivi in Asia-Pacifico, che rischiano di mandare in rosso il rapporto costi/guadagni sei-nove mesi dopo il Nord America; i carrier dell’Europa occidentale finiranno in perdita tre-sei mesi dopo l’Asia-Pacifico.

Lo studio ha analizzato specificamente il segmento dei dati mobili e non ha incluso gli sms. McCahill insiste che le stime usate per realizzare le previsioni sono state “molto prudenti" sia in termini di aumento dei volumi di dati sia di declino delle entrate.

L’unica soluzione per le telco attive nella telefonia mobile è cambiare il modello di business, continua McCahill, allontanandosi da servizi esclusivamente basati sulla larghezza della banda e concentrandosi su servizi basati sulle applicazioni per generare nuove fonti di guadagno. A sostegno di questo nuovo modello dovrà esserci una gestire più efficiente del traffico sulle reti.

"Gli operatori devono capire dove sono le applicazioni e dove si creano strozzature sui loro network", spiega McCahill. Le applicazioni non hanno bisogno di essere gestite tutte allo stesso modo, cioè con lo stesso livello di sicurezza, bilanciamento del carico di rete e ottimizzazione. Rendendo la rete più intelligente si potrà gestire il traffico in modo efficiente senza intaccare l’esperienza utente. “E’ difficile differenziarsi quando tutto ciò che si ha è la banda”, conclude l’esperto. “Da questo punto di vista, invece, le applicazioni offrono molteplici opportunità”.

04 Febbraio 2011