Nuova Zelanda: la Ngn "rurale" sarà a firma di Telecom New Zeland e Vodafone

NUOVA ZELANDA

Il governo ha aggiudicato l'appalto per la realizzazione dell'infrastruttura ultrabroadband che porterà l'Internet veloce a oltre 250mila cittadini e più di 700 scuole

di Patrizia Licata
Saranno Telecom New Zealand e Vodafone a portare la banda larga nelle aree rurali della Nuova Zelanda: il governo dell’isola del Pacifico del sud ha selezionato l’offerta congiunta presentata dalle due aziende per la Rural broadband initiative (Rbi) nazionale.

La proposta di Telecom e Vodafone era stata introdotta lo scorso novembre nell’ambito della gara, del valore di 285 milioni di dollari neozelandesi, indetta dal governo con l'obiettivo di migliorare l’accesso alla banda larga veloce per i residenti delle campagne. La scelta definitiva è ricaduta su Vodafone e Telecom New Zealand, spiega oggi Telecom Paper, perché le due aziende hanno offerto di estendere la rete in fibra di Telecom per portare la banda larga fissa e mobile a 252.000 clienti delle zone rurali della Nuova Zelanda, di costruire 154 torri cellulari connesse alla fibra per abilitare la banda larga fissa per gli utenti delle campagne e migliorare la copertura della telefonia mobile, e di collegare direttamente 719 scuole alle reti in fibra.

Ora si svolgeranno tra il governo e le due aziende le trattative commerciali, che occuperanno i primi tre mesi dell’anno, dopodiché partirà la realizzazione del progetto, con il completamento previsto per il 2016. Il locale gruppo di difesa dei diritti sul web, InternetNZ, obietta tuttavia che la scelta di affidare il progetto a Telecom e Vodafone solleva seri dubbi sulla possibilità di creare un mercato delle comunicazioni veramente competitivo nelle aree rurali. InternetNZ sostene che gli obblighi di open access non sono altrettanto forti come quelli stabiliti per la Ultra-fast broadband initiative, il progetto nazionale per la banda ultra-larga: “Dato che i due partner sono i due maggiori proprietari di infrastrutture oggi, non emergerà alcuna nuova infrastruttura basata sulla concorrenza”, nota il chief executive di InternetNZ, Vikram Kumar. “Questo conferma l’importanza di esigere da parte del governo un maggior rispetto delle norme sull’open access e di prevedere un ruolo più forte da parte della Commissione del Commercio”.

07 Febbraio 2011