Cappello (Nsn): "E' sulla fibra che si gioca il futuro dell'Italia"

PUNTI DI VISTA

L'Ad di Nsn è convinta della necessità di realizzare le reti ultrabroadband e richiama il mondo politico ad una maggiore attenzione sul tema. "Le tlc volàno per la ripresa economica"

di Gian Carlo Lanzetti
"L’Italia ha bisogno di fibra. Se gli operatori sono incerti sul di farsi, una domanda esplicita arriva dagli utenti consumer. Una volta operatori e fornitori di apparati guardavano all’utenza business per capire quali input inserire nelle loro strategie, oggi la realtà di riferimento è quella consumer". Non ha dubbi Maria Elena Cappello, la nuova, giovane e dinamica Ad di Nokia Siemens Networks Italia sul cammino da intraprendere affinché l'Italia possa dirsi realmente competitiva.

"L’avvento di prodotti come smartphone e tablet ha modificato il paradigma e innescato una serie di variabili che noi abbiamo prontamente trasferito nella visione sul mercato della fibra. I consumatori non vogliono più solo connetività, ma applicazioni, una mobilità di qualità e servizi”, sottolinea.

“Le nuove regole – continua – ci impongono di essere smart nel rispondere alla domanda del mercato che non vuole più solo banda, ma vuole anche capire come viene utilizzata per poter segmentare l’offerta; essere olistici, ossia in grado di fornire non unicamente il meglio delle tecnologie bensì soluzioni end to end che bilancino i nuovi investimenti con quelli già fatti e in pari tempo rispondano alle esperienze dell’utente; essere proven sul versante delle soluzioni di next generation e coi come Nsn possiamo vantare una storia di 150 anni”.

L’Italia, è il pensiero convinto della manager, ha assoluto bisogno di fibra. Anni fa eravamo in una posizione di avanguardia (grazie a Fastweb). Ora stiamo arrancando. A riprova i numeri. In Italia - ricorda Cappello dati alla mano - sono 2,5 milioni le abitazioni raggiunte dalla rete in fibra ottica ma solo il 13,7% di esse sono effettivamente cablate. A fine 2010 il nostro Paese si classificava al 21mo posto nel Ftth ranking in cui più dell’1% delle famiglie è abbonato a servizi in fibra. La Lituania è al primo posto con quasi il 21% della popolazione abbonata ai servizi in fibra contro poco più dell’1,5% dell’Italia.

“Le Tlc – ammonisce Cappello – sono un volano importante per la ripresa economica. Mi meraviglio che i politici non lo comprendano. Uno studio del Boston Consulting ha rilevato che in Gran Bretagna la rete equivale al 7% del Pil, livello che salirà al 13% tra tre anni. Non abbiamo dati sull’Italia ma sappiamo di essere fortemente indietro, specie dopo la discesa negli ultimi anni nel campo delle fibre ottiche”.

“Abbiamo una vision chiara (si chiama Next generation optical access) e soluzioni in grado di semplificare la connettività e abbassare – conclude Cappello - i livelli di aggregazione, ossia avere centrali distanti anche 100 km rispetto ai circa tre di oggi, che sono le cose di cui hanno bisogno gli operatori. Servirebbero anche fondi ma il governo potrebbe quanto meno adoperarsi per definire in tempi rapidi un quadro normativo moderno e coerente con le regole comunitarie”.

08 Febbraio 2011