Gli analisti: Kpn valuti l'acquisto di Reggefiber

FTTH IN OLANDA

Le implementazioni dell'Ftth nei Paesi Bassi procedono a rilento. Alla joint venture mancano i capitali, che il colosso olandese potrebbe facilmente apportare, rafforzando anche la sua posizione rispetto ai concorrenti del cavo

di Patrizia Licata
Il varo del piano d’azione Conquests 2015 di France Telecom/Orange, che prevede una forte accelerazione sui progetti di implementazione delle reti Ftth in Francia, come riportato ieri dal Corriere delle comunicazioni (15 milioni di case connesse entro il 2020), ha portato alcuni analisti a confrontare la situazione francese con quella dell’Olanda.

Nei Paesi Bassi Reggefiber, la joint venture gestita da Kpn e Reggeborgh, ha come obiettivo di raggiungere 1,1-1,3 milioni di case, o il 16% del totale, per la fine del 2012, connettendo ogni anno 250.000-300.000 abitazioni al costo di 250-300 milioni di euro annui. Il recente prestito ottenuto dalla Bei e una serie di banche commerciali, del valore di 285 milioni di euro, non riuscirà tuttavia a finanziare l’intero progetto, perché una parte cospicua è già stata usata, prendendo i soldi in prestito dagli azionisti di Kpn e Reggeborgh e il prestito della Bei servirà in realtà a rimborsare gli investitori. Questo vuol dire che alla fine del 2011 Reggefiber dovrà cercare nuovi capitali (i suoi asset attuali non sono sufficienti a permetterle di auto-finanziarsi).

Per contro, France Telecom (il cui piano Conquests 2015 si colloca all’interno del “Programma nazionale per l’ultra-banda larga” con cui il governo vuole stimolare gli operatori ad affrettare i tempi delle loro implementazioni in fibra) ha già annunciato investimenti per 2 miliardi di euro nel quinquennio 2010-2015 per l’Ftth e in più si è detta aperta alla collaborazione con le amministrazioni locali per la realizzazione di soluzioni ad interim (come il satellite) e con altri operatori fornendo accesso alla propria rete e proponendo formule di investimento congiunto nell’Ftth.

La questione finanziaria sembra destinare Kpn/Reggefiber a procedere più lentamente di France Telecom nella copertura della popolazione olandese con l'Ftth. Andando avanti al ritmo previsto, Reggefiber avrà connesso 3,4 milioni di case per la fine del 2020, pari al 45% del totale: un buon numero ma inferiore a quello stimato dall’ex incumbent francese (e che non calcola le implementazioni della concorrenza). Senza contare che Kpn ha bisogno dell’Ftth per competere con gli operatori del cavo, un fattore che invece non pressa France Telecom.

Secondo gli analisti, perciò, se Reggefiber vuole arrivare a una copertura dell’80% per la fine del 2020, dovrà prendere in considerazione alcune opzioni e, in particolare, la possibilità che Kpn salga rapidamente al 100% di Reggefiber e infonda capitale nella società della fibra; una volta terminati gli attuali investimenti nel Vdsl2, rimarrà una parte di capitale disponibile per l’Ftth.

Ci sono altre opzioni: per esempio, Upc e Ziggo (operatori del cavo) potrebbero implementare la fibra nelle loro reti di accesso; al momento, non hanno progetti in tal senso, ma l’aumento dello streaming video potrebbero far cambiare idea alle due società. Oppure Reggefiber potrebbe ricevere aiuto da nuovi entranti sul mercato, come Jelcer, Oono, Teleplaza, GlasOperator, WDoo, che però sono operatori molto piccoli (ma in teoria potrebbero farsi avanti anche delle grandi come Vodafone, T-Mobile o Tele2). Delle tre possibilità, dicono gli analisti, la prima resta la più probabile: dovrà pensarci il nuovo ceo Eelco Blok quando salirà alla guida di Kpn in primavera.

09 Febbraio 2011