Agenda digitale. La carica dei 104: "Il Paese ha bisogno di una svolta"

IL DIBATTITO

Primo incontro a Roma fra i rappresentanti dei firmatari del "manifesto" per l'Italia digitale e il mondo politico. Su www.agendadigitale.org già 11mila adesioni. "Andremo avanti. L'innovazione è una priorità". E il Commissario Kroes plaude via Twitter

di Mila Fiordalisi
Va avanti l’iniziativa sottoscritta dai 104 fra top manager ed esperti di Ict per chiedere alle istituzioni di emanare entro 100 giorni un’Agenda digitale italiana declinata attraverso proposte concrete. Il “manifesto” pubblicato a tutta pagina sul Corriere della Sera ha già sortito l’adesione online da parte di 11mila persone.

E questa mattina a Roma, nell’ambito degli eventi della Social Media Week, si è tenuta la prima occasione di incontro per dibattere sulle iniziative da portare avanti: sul palco della sala conferenze del Macro, il museo di arte moderna e contemporanea inaugurato nelle scorse settimane, si sono confrontati alcuni dei firmatari – Layla Pavone (managing director di Isobar e presidente onorario di Iab), Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino), Oscar Giannino (giornalista), Stefano Quintarelli (esperto di Tlc) e Francesco Sacco (Sda Bocconi) – e una rappresentanza del mondo politico – in campo Paolo Gentiloni (Pd), Linda Lanzillotta (Api), Roberto Rao (Udc), Luca Barbareschi (Fli) e Angelo Falchetti (Comune di Firenze).

E il Commissario Ue all'Agenda digitale Neelie Kroes ha apprezzato l'iniziativa al punto da pubblicare un messaggio su Twitter: "Mi fa piacere questa iniziativa. E' un passo in avanti affinché tutti gli italiani possano beneficiare del digitale".

Tutti concordi, almeno in linea di principio: l’Italia ha bisogno di un “grande salto nell’innovazione”. Culturale soprattutto. E, ca va sans dire, infrastrutturale. Tra il dire e il fare però c’è la mancanza di fondi, almeno quelli pubblici – stamane il ministro Romani ha annunciato la disponibilità di 100 milioni di Fondi Fas (dei tanti attesi 800) – e, stando ai rappresentanti del gruppo dei 104 non si dà adeguata rilevanza strategica al ruolo dell’innovazione in qualità di exit strategy dalla crisi e di motore della crescita.

“E’ sulla produttività che si misura il valore di un Paese, ossia il suo livello di competitività”, sottolinea Francesco Sacco. “E in Italia manca all’appello il fattore Ict”. Sacco spiega, dati alla mano, che il 20% lasciato sulla strada nell’arco di un decennio in termini di potere di acquisto non si può recuperare facilmente e men che meno in tempi rapidi “se non si passa all’azione con proposte forti”. “Se la frontiera è rappresentata dalla banda ultralarga allora la rete va fatta subito, senza passare dalle vie di mezzo. Se il cloud è la frontiera allora il Paese deve convertirsi subito al cloud”. Quattro secondo Sacco le “gambe” su cui bisogna impostare l’Agenda digitale italiana: infrastrutture, servizi della PA e delle imprese, alfabetizzazione informatica e recupero del gap. Il messaggio di Sacco è indirizzato oltre che ai rappresentati del mondo della politica e delle istituzioni anche al mondo delle aziende: “E’ grave che i vertici di Confindustria non parlino mai della priorità digitalizzazione”.

“E’ una questione di coscienza civile – sottolinea Layla Pavone – Ci sono 25 milioni di italiani che usano Internet e che non possono fruire al meglio delle potenzialità della Rete a causa della mancanza di infrastrutture e servizi adeguati. E, ancor peggio, ci sono altrettanti italiani che non hanno accesso all’innovazione”.

Conoscenza e digitale, sono secondo De Martin “due termini che sono strettamente legati fra loro”. Secondo De Martin “il Paese non può più permettersi di improvvisare. L’Italiaquesta volta non ce la farà a recuperare le distanze puntando sullo scatto di reni. È necessaria una programmazione, nel breve ma soprattutto nel lungo periodo, ampliare gli orizzonti e darsi degli obiettivi certi da portare avanti”.

Quintarelli ricorda che è fissata per il mese di giugno l’Assemblea plenaria della Ue sull’Agenda digitale in cui i singoli Paesi dovranno sottoporre le proprie proposte. “Sulle 100 azioni individuate dall’Europa, l’Italia ne sta portando avanti appena 17”, sottolinea. “Non c’è niente da inventare: l’Europa ha dettato il cammino, l’Italia passi all’azione”. Piuttosto, aggiunge Quintarelli “quel che serve realmente all’Italia è una visione organica”.

Annuncia l’appoggio concreto del Pd all’iniziativa dei 104 Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazioni del Partito Democratico: “Stiamo concludendo la messa a punto delle nostre proposte, a cui peraltro lavoriamo da mesi. Le sottoporremo al sito agendadigitale.org”.

Linda Lanzillotta loda l’iniziativa sottolineando che “come è stato per il wi-fi, la mobilitazione civile impatta sul mondo politico e ha iol potere di smuovere le acque. Quando c’è spinta da parte della società diventa più semplice far divenire priorità argomenti, come quello dell’innovazione, ancora non considerati strategici”.

Roberto Rao considera prioritario il superamento del digital divide “ma ancora una volta il Governo ha dimostrato di essere miope: sono stati sbloccati appena 100 milioni di euro”.

09 Febbraio 2011