Metroweb, candidature entro inizio marzo

BANDA LARGA

Si stringono i tempi. Secondo le stime, il valore dell'operazione si aggira fra i 400 e i 450 milioni di euro. Si punta a chiudere la partita entro giugno

di Mila Fiordalisi

Si stringono i tempi per la corsa a Metroweb, che si punta a chiudere entro giugno. Scade agli inizi di marzo infatti il termine ultimo per presentare le offerte non binding all'acquisto della società per poi procedere alla definizione di una short list e concludere l'operazione entro giugno.

L’advisor Lazard ha avviato le procedure per la cessione della società che gestisce gran parte dell’infrastruttura in fibra ottica a Milano, controllata da Stirling Square Capital Partners (con il 76,47%) e A2A (il 23,53%). Sui tavoli dei potenziali interessati una trentina di attori fra gestori telefonici in primis ma anche di fondi infrastrutturali e di private equity - è di stamattina l’indiscrezione della discesa in campo del fondo lussemburghese Cube.

Secondo indiscrezioni, la valutazione della società, considerata un asset infrastrutturale, si aggirerebbe intorno ai 500 milioni di euro secondo multipli di 10-12 volte l'Ebitda che si prevede a 42 milioni a fine 2010. Una cifra di assoluto rilievo, soprattutto in considerazione che l’investimento è già stato spesato. Tuttavia, data la consistenza del prezzo richiesto, ci vorranno dieci anni di affitto delle linee soltanto per rientrare dall’acquisto, a meno di scommettere un deciso decollo dell’uso e dei prezzi delle connessioni in fibra ottica nel prossimo futuro.

I ricavi della società, infatti, derivano dall’affitto della rete ai gestori telefonici. Metroweb ha di fatto il monopolio della fibra su Milano e fra i suoi maggiori clienti oggi risultano Fastweb, Telecom Italia, Vodafone e Wind. Non a caso proprio le due società che, prime fra tutte ed in anticipo sulla partenza stessa della gara, hanno provato a fare proprio il boccone Metroweb. Ma, a quanto pare, proprio il prezzo richiesto ha scoraggiato entrambe ad andare oltre una prima valutazione del dossier. “Non abbiamo mai espresso nessuna intenzione. Certo, guarderemo questo processo così come tutti quanti, ma non abbiamo mai fatto particolari avances”, così nei giorni scorsi ha spento i rumor l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè.

Così come è stata strutturata l’offerta e stante il business della società, l’operazione sembra essere piuttosto a misura di fondi di investimento infrastrutturali, che puntano su rendite certe e su rientri di lungo periodo. Ed infatti, non sono mancati i nomi di potenziali acquirenti interessati fra i grandi fondi. Uno dei nomi più gettonati è quello di F2i guidato da Vito Gamberale il quale proprio nei giorni scorsi ha confermato di avere esaminato il dossier e di stare valutando la pratica.

Stiamo entrando nella fase calda della vendita, che avverrà per cessione diretta. Non stupisce che le voci si rincorrano con sempre maggiore frequenza. L’ultima raccolta dal Corriere delle Comunicazioni è che F2i potrebbe entrare in partita forte di una opzione call a vantaggio di Telecom Italia che potrebbe così comprarsi l’azienda più avanti nel tempo. Niente di strano o di illegale, ma questa possibilità ha già creato parecchio malumore fra i competitor di Telecom Italia che temono che l’operazione possa portare TI a ripetere sulla fibra la dominanza di mercato che possiede sul rame.
Metroweb, nei timori dei competitor, non soltanto avrebbe il monopolio della fibra su Milano ma potrebbe diventare la società veicolo all’interno del cui ombrello realizzare la futura rete ottica italiana.

Prospettiva vista come il fumo negli occhi dagli altri player telefonici, tanto che già si ventilano ricorsi alle autorità regolatorie, Antitrust ed Agcom, per chiedere remedies antitrust nel caso chell’alleanza fra Bernabè e Gamberale vada oltre le voci delle indiscrezioni. Secondo questa tesi Telecom Italia, in quanto operatore dominante notificato nel rame, non potrebbe acquisire una posizione di mercato altrettanto forte nella fibra. Contestata anche la presenza fra i finanziatori di F2i della Cassa Depositi e Prestiti che in tal modo verrebbe a perdere il suo ruolo super partes. Da Milano, il confronto rischia di diventare rovente e allargarsi all’insieme delle regole per le reti NGN. In ogni caso, sul dossier Metroweb vi sarà l’alleanza fa F2i e Telecom Italia, lo si saprà presto: i giochi stanno per entrare nel vivo.

11 febbraio 2011

di Mila Fiordalisi

11 Febbraio 2011