Bernabè: "Obbligo di pedaggio per i content provider"

BERNABE' (GSMA)

Servizi a valore aggiunto a pagamento: la ricetta del presidente della Gsma per riequilibrare la partita telco-over the top. Fiducia nella Ue: si punta a ottenere il semaforo verde già nell'incontro in calendario il prossimo 3 marzo

di Patrizia Licata
Gli operatori di telefonia mobile intensificano la loro battaglia per esigere il pagamento di un “pedaggio” dai content provider di Internet, come Google, che generano volumi di traffico dati esplosivi e sfruttano – gratuitamente, per ora – le reti dei grandi gruppi delle teleconunicazioni. A parlare per l’industria è Franco Bernabè nel suo ruolo di presidente della Gsma, sulle pagine del Financial Times. Il messaggio è chiaro: “I content provider devono smettere di mangiare gratis”.

Gli operatori di rete sperano che l’incontro indetto dalla Commissione europea per il prossimo 3 marzo, cui parteciperanno gli executive delle telecom ma anche di nuovi attori dell’industria, come Apple, Facebook e Google, dia sostegno ai loro sforzi per far pagare ai provider il trasporto di alta qualità dei loro contenuti agli utenti finali.

La crociata degli operatori suscita non poche controversie perché alcuni paladini della neutralità della rete – il noto principio secondo cui tutto il traffico dovrebbe essere trattato allo stesso modo – temono che far pagare i content provider possa creare discriminazioni.

Ma Bernabè, che parla anche in qualità di Ceo di Telecom Italia, mette in luce come gli operatori, fissi e mobili, stiano spendendo miliardi di euro per aggiornare i loro network e far fronte alla rapida crescita del traffico video su Internet e si lamenta dei fornitori di contenuti che “usano pesantemente le nostre reti ma non contribuiscono al loro sviluppo”.

Il top manager italiano assicura che gli operatori di rete rispettano il principio della net neutrality e che, anche nel caso in cui i content provider fossero soggetti a un pagamento, il contenuto continuerebbe a viaggiare liberamente sull’Internet “di base”, ma gli operatori dovrebbero poter accedere a una nuova fonte di guadagno esigendo una tariffa dai provider per la consegna di alta qualità dei loro materiali agli utenti.

"Possiamo fornire nuovi servizi a valore aggiunto ai content provider permettendo loro di servire meglio i clienti”, afferma Bernabè. "Ovviamente, ci faremo remunerare per questi servizi”.

Questa “consegna di alta qualità” del traffico video agli utenti finali da parte degli operatori di rete potrebbe assicurare, ad esempio, che il contenuto venga trasmesso per tutta la sua durata senza alcuna interruzione, come invece può accadere oggi.

Nella lettera con cui ha invitato gli executive delle telecom e dei content provider al summit del 3 marzo, Neelie Kroes, il commissario europeo responsabile per l’agenda digitale, si è detta preoccupata che le sue riforme digitali – che puntano su una più ampia diffusione della banda larga e su maggiori velocità di connessione a Internet – possano fallire a causa di investimenti insufficienti da parte degli operatori di rete. Le telco, scrive il Financial Times, coglieranno l'occasione per proporre anche in questa sede il pagamento del “pedaggio” ai fornitori di contenuti, che darà loro i soldi che mancano per investire. Bernabè è ottimista: per il Ceo italiano, i regolatori permetteranno agli operatori di stringere accordi commerciali con i provider di contenuti.

14 Febbraio 2011