Usa, scoppia il caso 3Leaf: "Huawei ceda l'azienda. A rischio la sicurezza nazionale"

USA-CINA

Il Comitato sugli investimenti stranieri negli Usa teme i rischi per le reti informatiche americane. Ma l'azienda cinese non ci sta. E attende il pronunciamento del presidente Obama

di Patrizia Licata
Huawei resiste alle richieste del Comitato sugli investimenti stranieri negli Stati Uniti (Cfius) e non cede gli asset di 3Leaf, la società americana della tecnologia per server acquisita lo scorso maggio per 2 milioni di dollari. Il colosso cinese delle attrezzature telecom, come noto, suscita le preoccupazioni delle agenzie governative americane per suoi presunti legami con Pechino e i possibili rischi che ciò porrebbe alle reti di telecomunicazione americane.

Per questo il Cfius, panel del governo (di cui fanno parte rappresentati di dipartimenti diversi, dalla Sicurezza nazionale alla Difesa al Commercio) che passa in rassegna gli accordi con implicazioni per la sicurezza nazionale, ha subito messo sotto la lente l'acquisizione cinese di 3Leaf. Completata la revisione dell’accordo tra Huawei e la società hitech americana, il Cfius ha suggerito la scorsa settimana al colosso asiatico di cedere volontariamente 3Leaf: permettere a Huawei e, di conseguenza alla Cina, di accedere alla tecnologia di 3Leaf potrebbe creare seri rischi per le reti informatiche americane in una fase in cui aumenta il ricorso al cloud computing, è stato il parere di 5 membri del comitato (Senatore Repubblicano Jon Kyl, Senatore Repubblicano Richard Burr, Senatore Democraitico Jim Webb, parlamentare Repubblicano Ileana Ros-Lehtinen e parlamentare Repubblicano Sue Myrick).

Huawei ha respinto le implicazioni e rifiutato di cedere 3Leaf, dichiarando che attenderà la prossima fase dell’iter di revisione, che prevede un’esame di 15 giorni da parte del Presidente Obama.

Bill Plummer, vice president Usa per gli affari esterni di Huawei, ha assicurato che l’azienda sarà felice di fornire maggiori informazioni sulla propria struttura alla Casa Bianca per facilitare il suo esame. "Ci farebbe piacere un accordo trasparente sulla sicurezza nazionale che dia al governo americano piena conoscenza dei diversi aspetti delle nostre operazioni, stabilimenti e dipendenti negli Stati Uniti”, ha aggiunto Plummer.

Huawei è stata fondata da un ex militare dell’Armata di liberazione popolare cinese e i suoi oppositori sostengono che l’azienda mantiene egami con i servizi di sicurezza cinesi – legami che Huawei nega, ma che hanno impedito al colosso asiatico delle attrezzature telecom di siglare accordi di rilevanza negli Stati Uniti.

15 Febbraio 2011