Telco, la "svolta" 2011 grazie ai mobile payments

MERCATI

Gli operatori scongiureranno il rischio di diventare "dumb pipes" sviluppando offerte nei servizi, come i pagamenti mobili. La concorrenza di Apple e Google e delle società delle carte di credito è forte, ma sui mercati emergenti ci sono possibilità di guadagno

di Patrizia Licata
E’ il vero tabù delle telecom tradizionali: ridursi a meri trasportatori o “dumb pipes”, che investono miliardi di euro per le nuove reti sui cui viaggiano i dati, solo per vedere i nuovi player come Apple e Google, ormai dominatori del mercato mobile con device, applicazioni e software, intascare tutti i profitti generati dagli utenti di smartphone e tablet. La parola d’ordine è evolvere verso i servizi e innovare, e una delle applicazioni considerate più promettenti è quella dei pagamenti in mobilità, come sta emergendo anche nell’edizione in corso del Mobile World Congress di Barcellona.

Il business del mobile payment offre prospettive allettanti: secondo IE Market Research vale già più di 1.100 miliardi di dollari a livello globale e Jupiter Research prevede che nel 2014 un telefono su sei sarà abilitato a condurre pagamenti mobili. Ma per avere successo, gli operatori telecom dovranno fare i conti con la concorrenza dei colossi delle carte di credito Visa e MasterCard, che stanno puntando su questa tecnologia per far crescere le transazioni e i guadagni.

Al Mobile World Congress di Barcellona, gli operatori telecom daranno prova della tecnologia nota come near-field communications (Nfc), che permette di comprare articoli nei negozi semplicemente avvicinando il cellulare a un lettore vicino alle casse. I pagamenti mobili già esistono in Giappone e Corea del Sud ma non hanno mai raggiunto il mercato di massa perché mancano i cellulari abilitati e le aziende non hanno elaborato adeguati modelli di business. Secondo gli analisti, però, il 2011 potrebbe rappresentare la svolta, perché sul mercato arriverannno molti nuovi modelli di smartphone con funzionalità Nfc e diversi operatori di Europa e Usa lanceranno progetti di mobile payment su vasta scala.

"Esiste per gli operatori l’opportunità di prendere il posto di carte di credito e banche”, secondo Dan Hays, partner della società Prtm. “I pagamenti mobili potrebbero essere la prossima grande rivoluzione dell’industria mobile”.

Anche la concorrenza di Google e Apple sarà forte, perché le due aziende stanno lavorando su sistemi di pagamento mobile che lasciano ai margini gli operatori usando il software anziché la sim card del telefono per elaborare i pagamenti. Google intende integrare il suo sistema di mobile payment nell’Os Android già quest’anno, mentre Apple sta considerando l’inserimento di un chip Nfc nel suo prossimo modello di iPhone per collegarlo al sistema di pagamento di iTunes, arrivando così a controllare l’intera catena del valore del mobile come già fa con musica e editoria con iPod e iPad.

Sono tante le tecnologie che tagliano fuori gli operatori telco. Per esempio Starbucks ha lanciato il suo servizio di mobile payment in 6.800 negozi negli Stati Uniti basato su un’applicazione che si scarica su iPhone o Blackberry.

Gli operatori si affrettano perciò a presentare i propri sistemi con modelli di business alternativi. Negli Usa, At&t, Verizon e T-Mobile hanno formato una joint venture lo scorso anno con Barclays Bank e Discover Financial Services che ha lasciato fuori Visa e MasterCard. In Europa, France Telecom/Orange si è unita ai concorrenti Sfr e Bouygues, a una serie di banche francesi e all’amministrazione locale per un progetto che abilita a Nizza i pagamenti mobili, in 1000 negozi ma anche sui trasporti pubblici. In questo modello, Orange non guadagna molto dai pagamenti in sè, ma riceve una fee dalle banche e dalle carte di credito.

Al tempo stesso, le telecom investono pesantemente nei sistemi di mobile payment in Africa e India dove molte persone non hanno accesso alle banche, permettendo ai clienti di trasferire in modo molto semplice il denaro su rete mobile. Progetti del genere sono stati varati per esempio da Safaricom, Mtn e Orange.

Sui mercati emergenti, non solo le telco hanno la possibilità di arrivare prima rispetto agli altri competitor, ma anche di guadagnare di più: Hannes van Rensburg, Ceo di Fundamo, società sud-africana che ha realizzato più di 50 sistemi di pagamenti mobili per operatori di Uganda, Pakistan e altri Paesi, afferma che i margini di questi progetti sono molto più attraenti nei mercati in via di sviluppo. “In Stati Uniti e Europa bisogna competere con il sistema bancario, che è ben consolidato e efficiente”, dice, “ma nelle economie emergenti si possono fare molti più soldi”.

16 Febbraio 2011