Wind ammette l'impasse: "A rischio la fusione con Vimpelcom"

L'OPERAZIONE

Khaled Bichara, Ad di Wind Telecom, getta la maschera: il nodo dell'arbitrato di Telenor va risolto entro marzo, altrimenti l'operazione va a monte 

di P.A.
Wind ammette che l’operazione Vimpelcom è a rischio. Lo scrive oggi Milano Finanza, precisando che “la holding del miliardario egiziano Naguib Sawiris ha in qualche modo ammesso che un’ingiunzione della norvegese Telenor per bloccare il takeover della russa Vimpelcom su Wind potrebbe mandare a monte l’iniziativa”.

Nel dettaglio, è stato Khaled Bichara, amministratore delegato della Wind Telecom (la società nel mirino di Vimpelcom) a dire che “se la questione non viene sbloccata entro la fine di marzo rischia di mandare a monte l’operazione”. Le affermazioni di Bichara sono state riportate dalla stampa egiziana e sarebbero state scritte in un’e-mail interna del gruppo Orascom. La società “vorrebbe al più presto chiudere questa operazione – ha scritto il manager, che è anche Ceo di Orascom – per potersi dedicare ad altri business rilevanti”.

Telenor ritiene che la proposta di acquisizione di Wind da parte di Vimpelcom non porterà grandi benefici agli azionisti del gruppo russo. A dirlo, Fredrik Baksaas, Ceo dell’operatore norvegese che detiene il 40% di Vimpelcom, ribadendo la sua opposizione all’operazione. E proprio per difendere la propria posizione nella società russa, Telenor si è detta pronta ad acquistarne azioni per complessivi 2,7 miliardi di dollari, dopo aver presentato una petizione alla Commercial Court di Londra per un provvedimento inibitorio che garantisca la messa in garanzia di quelle azioni fino alla conclusione del procedimento arbitrale che, ancora i norvegesi, hanno lanciato il 28 gennaio e che, a detta del Ceo, potrebbe durare addirittura 18 mesi.

L’arbitrato potrebbe potenzialmente far deragliare l’operazione da 6 miliardi dollari per l’acquisto di Wind. Ieri, presentando i dati del quarto trimestre Baksaas ha ribadito che Vimpelcom “dovrebbe concentrarsi sul suo core business russo piuttosto che acquistare Wind”.

17 Febbraio 2011