Cgil, allarme call center:a rischio 13.000 posti nel 2011

OUTSOURCING

Il sindacato punta il dito contro le delocalizzazioni selvagge e il ricorso massiccio alle gare al massimo ribasso che rischiano di provocare un'ecatombe occupazionale

di P.A.
Tredicimila posti di lavoro a rischio nel 2011 nei call center in outsourcing italiani. A lanciare l'allarme occupazione per il settore è il sindacato di categoria Slc Cgil, che oggi a Roma apre la Terza conferenza nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center.

Secondo i dati del "Quarto Rapporto sulla dinamica occupazionale nei call center in outsourcing", realizzato dal sindacato, dopo gli oltre 8mila addetti che hanno perso il lavoro nell'ultimo biennio, nell'anno in corso si rischia un'ecatombe, con altri 13.000 addetti in bilico in tutta Italia, sui 67mila lavoratori in totale del settore. Numeri che fanno puntare al sindacato il dito contro le delocalizzazioni e l'assenza di una vera politica industriale per l'intera filiera delle telecomunicazioni.

Secondo l'Slc il settore risente sì della crisi generale, ma anche di problematiche specifiche come "un rapporto squilibrato tra le grandi aziende committenti e i call center in outsourcing, con gare al massimo ribasso e assegnazioni a valori anche inferiori ai costi minimi contrattuali e infrastrutturali; il venir meno di alcuni incentivi fiscali e previdenziali, che rendono difficile sostenere i conti economici delle aziende; l'assenza di una politica industriale per l'intera filiera delle telecomunicazioni e, infine, una nuova e massiccia fase di delocalizzazioni di attività, spinta e richiesta direttamente dai grandi committenti".

Nei due giorni della Terza conferenza nazionale, oggi e domani al Centro congressi Cavour di Roma, partecipano oltre cento delegate e delegati delle principali aziende di call center. Ad aprire l'appuntamento la relazione del segretario nazionale del sindacato, Alessandro Genovesi, seguito dagli interventi in programma del presidente di Asstel-Confindustria, Stefano Parisi, del presidente di Assocontact-Confindustria, Sergio Abramo, e del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

I lavori della prima giornata saranno chiusi dal segretario generale di Slc-Cgil, Emilio Miceli. I lavori proseguiranno poi in forma seminariale con gruppi di studio dedicati al mercato del lavoro (coordina Claudio Treves, responsabile del dipartimento politiche attive della Cgil nazionale), allo stress da lavoro-correlato (coordina Luisa Benedettini, componente della commissione del ministero del Lavoro), al tema della privacy e del controllo a distanza (coordina Carmen La Macchia, docente universitaria). La seconda giornata sarà dedicata al dibattito interno e alle prossime iniziative di Slc-Cgil e sarà conclusa dal segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari.

18 Febbraio 2011