Il Portogallo a caccia di liquidità: spunta il "tesoretto" Lte

ASTA 4G

Il governo punta a incassare già quest'anno 200 mln di euro dall'assegnazione delle frequenze per la 4G mobile da utilizzare anche per il rinnovo della rete di comunicazioni

di Patrizia Licata
Il governo portoghese è a corto di liquidi e avrebbe bisogno di vendere le licenze di telefonia mobile di quarta generazione per raccogliere 200 milioni di euro nel 2011, contribuendo al tempo stesso a rinnovare la rete di comunicazione del Paese. A dichiararlo è Xavier Rodriguez-Marin, Ceo della compagnia telefonica portoghese Oni Telecom, attiva nel mercato della telefonia fissa ma desiderosa di entrare in quello molto profittevole delle comunicazioni mobili. 
 


Il piano finanziario di Lisbona per l’anno in corso già contiene le entrate previste dalla vendita delle licenze 4G, secondo Rodriguez-Marin. "Si tratta di una cifra significativa in un momento in cui ogni euro conta", afferma il Ceo di Oni. “L’asta potrebbe portare all’ingresso in Portogallo di grandi gruppi internazionali della telefonia”.

Il Portogallo ha già tre grandi operatori mobili attivi: Portugal Telecom, l'unità locale della britannica Vodafone e Optimus di Sonaecom, che forniscono i servizi di telefonia di terza generazione, comprese le connessioni mobili ad Internet ad alta velocità. Ci sono poi diversi piccoli operatori di rete mobile virtuali. 
 


La spinta verso l’aggiornamento al 4G deriva per il Portogallo, come per gli altri Paesi europei, non solo dalla prospettiva di migliorare la velocità della rete, ma anche dai proventi attesi dalla vendita delle licenze 4G, in un momento in cui i mercati globali puntano gli occhi sulle iniziative dei governi volte a ridurre i vasti deficit di bilancio. 
 


La vendita delle licenze 4G in Germania lo scorso anno ha generato per il governo 4,38 miliardi di euro di entrate. Nei Paesi più piccoli, le recenti aste hanno fruttato molto meno, dai 300 milioni di dollari della Svezia ai 2,6 milioni di euro dei Paesi Bassi, secondo le stime di CitySavvy. Il Portogallo, tuttavia, si trova in una posizione finanziaria più precaria rispetto ad altre nazioni e il governo è sotto pressione, visto che il deficiti di bilancio è previsto intorno al 7% del prodotto interno lordo nel 2010, nonostante diversi tentativi di tagliare i costi. Dalla sua, il Portogallo ha anche uno dei mercati europei della telefonia più redditizi, con una penetrazione dei cellulari molto al di sopra della media europea, per cui la sua asta 4G potrebbe attrarre nuovi operatori nel Paese.

Il portavoce 
del ministro portoghese dei Lavori pubblici, che probabilmente gestirà la vendita delle licenze 4G, non ha confermato se il governo intende indire l’asta già quest’anno, né se il guadagno previsto da Oni coincide con le stime preventivate da Lisbona. Rodriguez-Marin ha però detto che Oni Telecom vorrebbe partecipare all’asta 4G come junior partner insieme ad almeno un’altra azienda: Oni, controllata da un fondo di private equity americano, The Riverside Company, è infatti un piccolo player, con 6 milioni di utili e 136 milioni di fatturato.

18 Febbraio 2011