Alcatel-Lucent: il 22 febbraio il tavolo sugli esuberi

LA CRISI

Su richiesta dei sindacati l'azienda è stata convocata al ministero dello Sviluppo ecomico per un confronto sui licenziamenti annunciati: 380 i posti di lavoro a rischio in Italia

di P.A.
Su richiesta di Fim, Fiom e Uilm nazionali congiuntamente al Coordinamento Alcatel-Lucent, è stato convocato per il 22 febbraio un tavolo presso il ministero per lo Sviluppo Economico, dove si inizierà un percorso di confronto con l'azienda, che per quest'anno ha annunciato un piano di 380 esuberi sul territorio nazionale.

I tagli, fanno sapere i sindacati, riguardano le attività di ricerca e sviluppo, tanto che si prospetta la chiusura del sito di Bari, con il taglio di 30 operai. Gravi le ricadute su Trieste, dove si prospetta un taglio di 200 posti di lavoro. Lo stabilimento di Trieste occupa attualmente 220 lavoratori con contratto a tempo indeterminato e 350 con contratto di somministrazione di mano d'opera per una forza lavoro complessiva di 570 lavoratori. A rischio anche 30 dipendenti nel sito produttivo di Vimercate.

Lo stabilimento - si legge in una comunicato delle Rsu - opera nel settore delle telecomunicazioni nel trasporto dati (apparati Wdm) con fasi lavorative di produzione, Npi (industrializzazione di nuovi apparati in collaborazione con i centri di ricerca e sviluppo) e di integrazione dei prodotti (collaudo finale di apparati Wdm con simulazione reale di messa in campo).

La direzione giustifica la drastica riduzione del personale con il "cambio di missione imposto dai vertici della multinazionale che comporterà il trasferimento di tutte le attività prettamente produttive nello stabilimento Flextronics in Romania".

Una decisione che, secondo i sindacati, potrebbe compromettere il futuro dello stabilimento triestino con gravi ripercussioni anche sul'indotto, perché alcune fasi di produzione svolte nella vicina "M W" di Ronchi dei Legionari (Gorizia) saranno trasferite in Romania.

"L’Azienda ha ribadito quanto già detto sull’andamento economico e di mercato di ALU al terzo trimestre del 2010 - affermano in una nota stampa i sindacati - ha confermato un costante deterioramento dei profitti, un calo delle vendite per la divisione Optics che negli ultimi 3 anni si attesta complessivamente a -35% e la conseguente necessità di dover adattare i propri costi fissi. Fim, Fiom, Uilm unitamente al Coordinamento sindacale ALU denuncia la pesantezza del piano di ristrutturazione che l’Azienda intende attuare nel 2011. Tutto questo senza una presentazione e una discussione sulla visione strategica delle attività di R&D e produttive che ALU intende mantenere nel nostro Paese".

Per i sindacati possono essere diverse le soluzioni per per ridurre i costi senza calare una mannaia su trenta dipendenti , come "l’utilizzo di strumenti non traumatici a partire da un intervento sulla presenza di attività in sub-appalto e di centinaia di consulenti, oltre ad un ricorso dello straordinario e di lavoro durante le chiusure collettive".

I sindacati si dicono preoccupati della situazione perché vedono questi tagli avvenuti in tutta Italia come "un progressivo ridimensionamento della presenza di Alcatel-Lucent nel nostro Paese, ritenuto non più strategico dalla multinazionale franco-americana".

18 Febbraio 2011