Telefonica in chiaroscuro: il boom di Vivo non basta

RISULTATI

L'acquisizione del 100% di Vivo fa balzare l'utile 2010 del gruppo di oltre il 30%; in crescita anche gli affari nel resto d'Europa, ma l'azienda dovrà fare i conti con la recessione domestica

di Patrizia Licata
Risultati in chiaroscuro nel quarto trimestre 2010 di Telefonica, con l’utile che scende del 45%, mentre il fatturato sale del 9,9% a 16,46 miliardi di euro. La flessione dei profitti, da 2,44 miliardi di euro a 1,33 rispetto al quarto trimestre 2009, si deve alla crisi economica spagnola e in particolare ai costi sostenuti per ridurre il personale e al calo delle entrate nelle attività wireless sul mercato domestico. In discesa anche l’Oibda (utile operativo prima di deprezzamenti e ammortamenti): -9,5% a 5,41 miliardi di euro.

La crescita delle attività nel resto d’Europa e in America Latina ha tuttavia bilanciato le perdite in Spagna permettendo al secondo maggior gruppo telefonico europeo di chiudere l’intero esercizio 2010 con un utile netto di 10,17 miliardi di euro, in rialzo del 30,8% su base annua grazie ai guadagni portati dall’acquisto del pieno controllo di Vivo. Molto bene i ricavi dell’anno scorso, in progresso del 7,1%, a 60,7 miliardi.


Il traino del business è proprio Vivo, l’operatore mobile brasiliano che Telefonica controlla ormai al 100% e che ha registrato nel 2010 ricavi per 18,1 miliardi di real, in crescita dell'8,8%. In aumento anche l'Ebitda del carrier sud-americano: +11,6% a 5,83 miliardi di real. L'utile netto è in miglioramento del 115,7% a 1,89 miliardi di real.

Secondo Bloomberg, il presidente e Ceo Cesar Alierta punta proprio sulla rapida crescita in America Latina, oltre che su alti dividendi, per attrarre gli investitori, scoraggiati dal programma di austerity di Madrid e dal forte tasso di disoccupazione spagnolo. Basti considerare che le vendite del quarto trimestre in America Latina sono balzate del 20% a 7,61 miliardi di euro, mentre le revenues in Spagna si sono contratte dell’8% a 4,67 miliardi.

“I risultati di Telefonica mettono in luce le diverse dinamiche delle sue attività: performance deludenti in Spagna, dove alla crisi si somma la pressione sui prezzi, mentre i dati sono molto brillanti in Sud America”, commentano gli analisti di Goldman Sachs.

“L’azienda dovrà far fronte alla recessione spagnola e cercare di far crescere i servizi di banda larga mobile. Intanto dovrà trarre il massimo dai suoi acquisti in Brasile”, secondo Francisco Salvador, anailsta della FGA-MG Valores a Madrid. “Telefonica ha tutti i mezzi per gestire la situazione con successo anche se il mercato spagnolo resta quello principale e la crisi non si risolverà dall’oggi al domani”.

Telefonica può ad ogni modo vantare risultati incoraggianti su più fronti: il gruppo conta 220,2 milioni di clienti mobili, di cui 5,4 milioni si sono aggiunti nel quarto trimestre 2010. Circa il 10% dei suoi abbonati (22,2 milioni) usa la banda larga wireless, in crescita del 63,9% sul 2009. La base utenti della banda larga fissa si è allargata a 17,1 milioni, in crescita del 27% rispetto all’anno scorso, mentre gli abbonati alla pay-Tv sono aumentati del 12% a 2,8 milioni. I clienti di linea fissa sono l’1,8% in più, pari a 41,4 milioni. E' in calo invece il flusso di cassa operativo generato nel 2010 (14,93 miliardi di euro, -2,7% rispetto al 2009), mentre il capex è aumentato del 13,6% a 8,23 miliardi.

Per il 2011, Telefonica prevede un incremento delle revenues fino al 2%, ma margine Oibda in contrazione: sarà fra il 35 e il 40%, contro il 42,4% del 2010. Il capex sarà in aumento a circa 9 miliardi di euro.

25 Febbraio 2011