Lte, Europa lumaca. Mancano spettro e cellulari

L'ANALISI

Nel mirino di Informa Telecoms & Media anche le telco, accusate di scarso dinamismo e meno entusiasmo rispetto al 3G. L'Europa occidentale oggi è seconda per numero di abbonati ma sarà superata a fine anno dall'area dell'Asia-Pacifico

di Patrizia Licata
Europa lumaca nelle implementazioni Lte: procediamo a rilento rispetto a Nord America e Asia-Pacifico (nonostante TeliaSonera sia stato il primo operatore a livello mondiale a lanciare un servizio commerciale Lte a dicembre 2009) e il motivo, secondo Dario Talmesio, principal analyst di Informa Telecoms & Media, è la mancanza di cellulari Lte, un approccio poco coordinato nell’assegnazione delle licenze necessarie e la letargia degli operatori. Così, anche se a TeliaSonera si sono intanto aggiunte nel frattempo Telekom Austria e gli operatori della Germania con i loro progetti Lte, molti altri provider sembrano mancare di quell’entusiasmo e dinamismo commerciale mostrati nel lancio delle reti 3G.

"Gli smartphone Lte non saranno disponibili fino alla fine di quest’anno, o più probabilmente all'inizio del 2012", nota Talmesio. "E anche se i tablet abilitati all’Lte arriveranno sul mercato già tra qualche mese, una percentuale molto alta di utenti europei preferisce ancora gli smartphone ai computer portatili o ai tablet".

I dati di Informa dicono che al 31 dicembre 2010 gli abbonati all’Lte erano 65mila in Usa/Canada, 8.500 in Europa occidentale, 3.600 in Europa orientale e 1.200 in Asia-Pacifico, ma al 31 dicembre 2011 saranno 2,3 milioni in Nord America, oltre 1,5 milioni in Asia-Pacifico e poco più di 1,3 milioni in Europa occidentale. Il gap si allargherà a fine 2015, quando l’Asia/Pacifico diventerà leader mondiale con 128,7 milioni di abbonati, seguita da Usa/Canada con 67,2 milioni e dall’Europa occidentale con 64,7 milioni. Intanto cresceranno gli abbonati nelle altre aree del mondo: tra quattro anni saranno quasi 13 milioni in Africa, 24,4 milioni in America centro-meridionale, 8,7 milioni in Medio Oriente. Il totale globale a fine 2015 sarà di 325,6 milioni di abbonati.

Riguardo all'Europa, Talmesio sostiene che, pur se l'armonizzazione dello spettro non dovrebbe diventare un problema per gli operatori, preoccupa la lentezza con cui i regolatori nazionali delle telecomunicazioni mettono a disposizione adeguate porzioni di spettro. "La frammentazione dello spettro non è il vero problema dell’Europa", afferma l’analista. “Piuttosto direi che in Europa c'è un problema notevole di 'tempistica frammentata’, per cui alcuni grandi Paesi non renderanno disponibili le frequenze degli 800 MHz, che sono fondamentali, fino al 2015".

L'analista nota che alcune authority che regolano il mercato, come la Ofcom nel Regno Unito, stanno ritardando le aste dello spettro per dare ad alcuni operatori, nel caso inglese Bt, l'opportunità di mettere insieme una business case che giustifichi il rientro nel settore del wireless. Se il Regno Unito è un esempio estremo, la mancanza di concorrenza sul mercato degli operatori riguarda invece tutta l’Europa, secondo Talmesio, e agisce da freno alle iniziative per l'Lte.

"Rispetto alla velocità e al dinamismo mostrati ai tempo del 3G, oggi assistiamo a uno scenario molto diverso con le implementazioni della tecnologia Lte in Europa", conclude l’analista. “Osserviamo anche la totale assenza di operatori greenfield, come 3 UK e 3 Italia, che hanno giocato un ruolo fondamentale in due dei più grandi mercati nel far sviluppare il 3G”.

Questi ostacoli non hanno impedito a TeliaSonera di andare avanti dopo il suo lancio iniziale dell’Lte in Norvegia e Svezia e la telco ora offre il 4G in Finlandia, Danimarca ed Estonia. Ma Talmesio spiega le strategie aggressive nell’Lte di TeliaSonera e anche di Telekom Austria col fatto che si tratta di due operatori molto orientati alla tecnologia che vogliono essere leader e che hanno necessità di offrire nuovi servizi ad una base di abbonati che ha grande dimestichezza con l’utilizzo avanzato del wireless.

Invece, la maggior parte degli operatori europei sta cercando di fornire maggiore capacità di dati sfruttando le tecnologie già a disposizione. "Molti operatori sono alla ricerca di soluzioni tattiche per risolvere i problemi di sovraccarico di dati", sottolinea Paul Beastall, esperto di tecnologia wireless di PA Consulting Group. "Vodafone sta usando le femtocelle e l’offload su wi-fi è sempre più comune in Europa. Inoltre, non ci sono servizi Lte al momento che non possano essere erogati su 3G".

Gli operatori stanno anche installando più stazioni radio base 3G nelle zone ad alta densità per far fronte alla domanda di copertura indoors, nota ancora Beastall. "Ma l'attenzione degli operatori si sposterà presto a fornire il 3G sulla banda dei 900 MHz per aiutare a risolvere il problema", aggiunge l’esperto. "Molti telefoni supportano già oggi questa frequenza e l’ampia disponibilità di questi terminali apporterà agli operatori reali benefici nel breve-medio termine".

Talmesio di Informa condivide questo punto di vista: l’Hspa e l’Hspa+ sono sempre più importanti e il wi-fi offload sta diventando più strategico per gli operatori. "Ma così anche il wi-fi e la forza dell’Hspa diventano fattori che ritardano l’arrivo dell’Lte in Europa", nota l'analista.

01 Marzo 2011