Lo streaming free di Amazon non convince i broker

MERCATO

Ubs valuta che i nuovi investimenti in contenuti, diritti, distribuzione e tecnologia rischiano di ridurre margini operativi dell'azienda: "Troppo elevate le stime di Wall Street per il secondo trimestre 2011"

di Patrizia Licata
Ubs declassa Amazon.com a un rating neutrale, riducendo il prezzo-obiettivo del titolo da 195 a 180 dollari: colpa del servizio di streaming di film gratuito che la Internet company ha annunciato la scorsa settimana per i clienti che si abbonano all'offerta Prime. Diversi broker ritengono infatti che lo streaming gratuito possa esercitare ulteriore pressione sui margini di profitto già sottili dell’azienda americana.

Le azioni di Amazon hanno avuto un andamento altalenante da quando, a fine gennaio, il colosso delle vendite online ha rilasciato i risultati finanziari del suo quarto trimestre (che già evidenziavano una riduzione del margine di guadagno): il titolo ha perso l’8% nei giorni immediatamente successivi per poi risalire questo mese sopra i 190 dollari.

La scorsa settimana, Amazon ha annunciato che offrirà streaming gratis di film agli abbonati del servizio Prime, che costa 79 dollari l’anno e in cambio garantisce consegna della merce senza spese aggiuntive in 2-3 giorni. La dotcom ha detto di avere in catalogo oltre 5000 pellicole e di essere pronta ad aggiungerne presto altre. L’iniziativa è stata letta come un affondo contro Netflix, la nota società dei video online che ha messo l’acceleratore sulla sua crescita con l’offerta di un abbonamento per vedere i film in streaming (su un catalogo di 20.000 titoli) che costa 7,99 dollari al mese.

Pur pensando che Amazon "continuerà a dominare" il commercio elettronico, l’analista Brian Pitz di Ubs ha detto ai suoi clienti che i maggiori investimenti nei diritti cinematografici e nell’infrastruttura probabilmente aumenteranno la pressione sui margini operativi di Amazon. “Il margine è già un nodo critico a causa dei costanti investimenti in It e magazzini per le merci", scrive Pitz. "Ora probabilmente Amazon dovrà investire anche in acquisto di contenuti, accordi per la distribuzione e tecnologia”. L’analista di Ubs ritiene addirittura che le stime di Wall Street per il secondo semestre 2011 di Amazon possano essere troppo elevate, perché non tengono conto delle problematiche aperte dal servizio di streaming gratuito.

02 Marzo 2011