Telemarketing, 185mila iscritti alla Robinson List

IL NUOVO REGISTRO

A un mese dall'attivazione del Registro delle opposizioni gestito dalla Fondazione Bordoni il primo punto sullo stato delle sottoscrizioni. Gli utenti preferiscono la modalità Web e e-mail. Razzante: "La squadra è riuscita a gestire al meglio i picchi iniziali". Ma restano da sciogliere alcuni nodi normativi

di Giampiero Rossi
Hanno raggiunto quota 185.000 gli iscritti al Registro delle opposizioni, l'elenco - istituito nell'ambito della nuova regolamentazione sul telemarketing e gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni su incarico del Ministero dello Sviluppo economico - che dà ai cittadini la possibilità di scegliere se essere contattati o meno a scopo promozionale.

"Le iscrizioni sono arrivate prevalentemente via web e via e-mail", sottolinea Ruben Razzante, consigliere d’amministrazione della Fondazione Ugo Bordoni nel fare il punto della situazione ad un mese dall'avvio della Robinson List. "Il registro delle opposizioni, al di là di sterili polemiche, sta funzionando bene. La "squadra" messa in campo dalla Fondazione Bordoni ha dato prova di grande affidabilità ed è riuscita a gestire al meglio anche i picchi iniziali di richieste di iscrizione". Razzante annuncia inoltre che "nelle prossime settimane partiranno alcune campagne informative per gli utenti".

"La Fondazione - puntualizza Razzante - non demonizza il telemarketing, che ritiene uno strumento utile, ma vuole garantire che il suo utilizzo non sia soggetto ad abusi e forzature. In questo senso, anche il codice di autoregolamentazione Asstel e le linee guida del Garante possono assicurare un equo bilanciamento tra gli interessi di tutti i soggetti coinvolti".

Nonostante la Robinson List stia funzionando per il corretto funzionamento delle nuove regole sul telemarketing bisognerà sciogliere alcuni nodi normativi. "La nuova normativa - spiega l'avvocato Massimiliano Pappalardo, partner dello studio legale e tributario La Scala – pone significativi problemi di coordinamento con le previsioni normative preesistenti. Il registro delle opposizioni ha, infatti, una valenza di carattere generale e non interferisce con i singoli rapporti di cui l’abbonato sia parte".

"Le aree di sovrapposizione tra i differenti regimi e la necessità di incrocio tra diverse banche dati potranno comportare per gli operatori del settore, così come per gli abbonati, soprattutto nelle fasi iniziali, problemi di coordinamento di non immediata soluzione - puntualizza Pappalardo -. Una situazione di incertezza, che si auspica potrà essere quanto prima superata, ove si considerino i prevedibili disagi per gli utenti e l’entità delle sanzioni per gli operatori".

Se è vero che Il Garante della Privacy con un provvedimento ad hoc (pubblicato a gennaio sul Bollettino n.123) ha precisato che, nonostante l’iscrizione al registro, gli abbonati potranno, comunque, essere contattati da tutti quei soggetti ai quali l’abbonato abbia comunicato i propri dati e conferito uno specifico consenso (in osservanza delle previsioni del Codice Privacy), è anche vero che in modo speculare - pur in assenza di una formale iscrizione al registro delle opposizioni - gli abbonati non potranno in alcun caso essere contattati da quegli operatori nei cui confronti l’abbonato abbia esercitato in modo specifico il proprio diritto di opposizione, sia in epoca antecedente alla entrata in vigore della nuova normativa, sia in epoca successiva.

"Ulteriori prescrizioni - aggiunge Pappalardo - sono, poi, previste con riguardo alle numerazioni provenienti da pubblici registri, diversi dagli elenchi telefonici, o da documenti accessibili al pubblico (ad esempio siti internet), le quali potranno essere raggiunte da chiamate telefoniche con finalità promozionale, ove tali chiamate risultino coerenti con la finalità della pubblicazione della numerazione sul registro in questione; salvo, in ogni caso, il diritto di opposizione dell’interessato, che - pur in assenza di alcuna precisazione sul punto - sembrerebbe potersi esercitare anche attraverso l’iscrizione al registro delle opposizioni; sempre ammesso che i soggetti in questione siano iscritti anche ad un elenco telefonico".

Il Garante ha comunque fissato a 180mila euro l'importo della sanzione amministrativa a carico di chi violerà le prescrizioni del Garante stesso. Sanzione suscettibile di eventuali aumenti, in caso di reiterazione dell’illecito, sino a a 300mila euro.

03 Marzo 2011