France Telecom, Lombard esce ufficialmente di scena

LE DIMISSIONI

Il manager, in carica dal 2005, è finito nel mirino a causa dell'ondata di suicidi che ha investito l'azienda tra il 2008 e il 2009. Forti critiche anche per l'altissimo lo stipendio accordatogli in qualità di consigliere speciale del Ceo Richard

di Patrizia Licata
Quasi 60 suicidi in tre anni: un peso troppo gravoso per consentire a Didier Lombard di restare, pur solo come consigliere, all’interno del gruppo telefonico numero uno della Francia. Dopo aver lasciato la carica di Ceo a Stephane Richard nel marzo 2010 e aver terminato il mandato di presidente in via ufficiale solo dalla scorsa settimana, Lombard è stato spinto a dimettersi definitivamente da France Telecom rinunciando anche al ruolo di consigliere speciale di Richard.

"Nell'interesse di France Telecom, azienda a cui ho consacrato la maggior parte della mia vita professionale, ho deciso oggi di rinunciare alla funzione di consigliere che mi è stata proposta", ha spiegato Lombard in un comunicato. L'ex dirigente ha anche detto di rammaricarsi "per le sofferenze e anche le incomprensioni legate al bisogno assoluto di cambiamenti".

Sulla decisione di Lombard hanno pesato come causa scatenante le critiche sulla retribuzione che gli è stata accordata nel nuovo ruolo di consigliere speciale: il ministro francese del Lavoro Xavier Bertrand si è scagliato contro la decisione di concedere all’ex Ceo uno stipendio che arrivava fino a 500.000 euro annui. “Se vogliono che resti, deve essere su base volontaria", ha detto il ministro.

Ma il vero motivo della cacciata di Lombard è l’ondata di suicidi che, come noto, ha scosso France Telecom nel 2008-2009 e cui, dicono i critici, il top manager non ha dato il peso e la considerazione dovuti. Lombard era diventato Ceo e chairman dell'operatore telefonico francese a febbraio 2005 portando avanti una strategia volta a espandere il gruppo a livello internazionale e il business dei contenuti. Spinto alle dimissioni da amministratore delegato nel 2010, gli analisti prevedevano che, una volta terminato il mandato di presidente, l’uscita dall'azienda sarebbe stata inevitabile.

03 Marzo 2011