Tassa sui cellulari, via alla class action. Asstel: "Operazione dannosa"

TLC

Adoc e Federconsumatori: "Vogliamo far valere la sentenza della Commissione Tributaria del Veneto: il cliente non è soggetto a provvedimenti amministrativi di concessione". Ma l'associazione presieduta da Parisi ribatte: "Carrier obbligati ad applicare il tributo"

di F.M.
La class action contro gli operatori mobili lanciata da Adoc e Federconsumatori non piace ad Asstel. "A nome degli operatori di telecomunicazioni, Assotelecomunicazioni-Asstel  - si legge in una nota dell'associazione - sottolinea che l’invito rivolto agli utenti di telefonia mobile da parte di Adoc, ripreso dagli organi di stampa, a intraprendere azioni di diffida verso gli operatori per ottenere la sospensione dell’applicazione della tassa di concessione per il futuro e richiederne il rimborso per il passato, è un’iniziativa fuorviante e impropria, destinata solo a creare disorientamento e confusione".

"Gli operatori di telefonia mobile, infatti, svolgono il ruolo di meri ausiliari della riscossione e, in quanto tali, sono obbligati al riversamento della tassa in questione all’erario. Alla luce del vigente quadro normativo e giurisprudenziale, gli operatori hanno l’obbligo di applicare la tassa, obbligo al quale non possono sottrarsi".

Gli operatori, pertanto, auspicano un intervento normativo, o interpretativo della norma attuale, al fine di giungere a un chiarimento sulla sua applicabilità.

Dopo l’Adoc a scendere in campo contro la tassa di concessione governativa che gli operatori mobili chiedono ai loro utenti è Federconsumatori. “A seguito delle recenti pronunce della Commissione Tributaria Regionale del Veneto (depositate il 10 e 17 gennaio 2012) – si legge nella nota diffusa questa mattina dall'associazione - può ritenersi che la tassa di concessione governativa sui servizi di telefonia non è più dovuta”.

Nello specifico la giurisprudenza tributaria ha sentenziato che negli ultimi tre anni "rimane necessaria soltanto l'autorizzazione governativa (e quindi il pagamento della tassa, ndr) per i gestori del servizio, mentre il cliente che si abbona non è soggetto a provvedimenti amministrativi di concessione o autorizzazione".

Secondo i calcoli effettuati i consumatori hanno diritto di richiedere un rimborso della tassa di concessione governativa, cifra che ammonta a 5,16 euro al mese per i privati e 12,91 euro al mese per i contratti business.
“Le decisioni, pronunciate nell’ambito di due controversie tra Enti Locali ed Agenzia delle Entrate, nel dichiarare illegittima tale tassa – prosegue le Federconsumatori - hanno dunque aperto la strada, oltre alle istanze di rimborso degli Enti Locali, anche alla richiesta di rimborso dei privati”.

La Federconsumatori darà avvio, nei prossimi giorni, ad un’azione inibitoria indirizzata a tutti i gestori di telefonia mobile per far cessare il pagamento della tassa in futuro.
Per le tasse già versate, occorre che i cittadini interessati presentino istanza di rimborso, in carta semplice, alla sede del proprio gestore telefonico e all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente al momento della richiesta; ad essa vanno allegate le bollette e le ricevute dei relativi pagamenti eseguiti. Il modello per richiedere il rimborso è reperibile presso gli sportelli della associazione.

04 Marzo 2011