Zingaretti: "Wi-fi pubblico sleale? Grazie a noi cresce la domanda di banda"

RETI PUBBLICHE

Il presidente della Provincia di Roma replica al j'accuse del mondo dell'Ict: "Nessuna concorrenza: non offriamo servizi nei luoghi privati". E ricorda: "Abbiamo aperto tavoli con gli operatori per semplificare la posa della fibra"

di Mario Sette
Quello delle connessioni internet WiFi gratuite è un universo in movimento, e vede in prima linea molte pubbliche amministrazioni.

Aveva iniziato la Provincia di Roma nel 2008, e ormai in molti si stanno attrezzando, da Firenze a Milano. Tanto che Assotelecomunicazioni-Asstel di Confindustria servizi innovativi e tecnologici ha preso posizione col presidente Stefano Parisi, che ha definito “fuorviante e irrealistico continuare a propagandare Internet gratis per le città italiane offerto da Province e Comuni”. “Vuol dire - ha detto - fare concorrenza sleale con i soldi pubblici, statalizzare uno degli interventi di natura più decisamente privata, l’investimento nelle reti di nuova generazione”.

E mentre Franco Bernabé, numero uno di Telecom Italia, ha espresso posizioni molto più morbide, definendo il WiFi pubblico “stimolo all’utilizzo della banda larga”, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, che di questo ha fatto uno dei punti qualificanti del proprio mandato, mette i puntini sulle i: “Noi - afferma - come altri enti locali, diamo un servizio a tutta la comunità, e non vogliamo sostituirci agli operatori privati, né fare concorrenza sul mercato: portiamo il web libero, gratuito e accessibile a tutti nei luoghi pubblici, non nelle case private: è il principio dell’illuminazione pubblica, o delle fontane nelle nostre città. E nel frattempo abbiamo aperto tavoli con gli operatori per semplificare le concessioni di permessi per gli scavi in tecnologie non invasive per la posa di fibra ottica, e siamo la Provincia più veloce nel concedere le strade per questi lavori”.

Gli effetti sul mercato, per Zingaretti, saranno positivi: “Forse non è chiaro che c’è un rapporto causa-effetto tra l’hot spot che installiamo in un piccolo Comune e l’aumento delle richieste di connettività nelle case private. Dopo che è stato aperto un hot spot in un Comune che non ne aveva i cittadini, stimolati nel bisogno di connettività, iniziano a chiedere agli operatori la banda larga. Un servizio che magari non c’è ancora perché gli operatori preferiscono combattersi fra di loro in zone dove già sono presenti piuttosto che servire zone più isolate. Molte persone ci mandano e-mail e ci chiedono di sostenere la loro richiesta agli operatori privati di portare la banda larga anche nelle loro case”.
L’intenzione non è di farsi da parte, ma di rilanciare: “Per lo sviluppo di un Paese - commenta Zingaretti - le infrastrutture immateriali sono indispensabili quanto quelle materiali. Siamo orgogliosi di essere tra le amministrazioni locali che più hanno investito su questa tecnologia contro il digital divide: vogliamo contribuire alla modernizzazione che serve per rendere l’Italia più competitiva. Con ‘Free Italia WiFi’, collaborazione con il Comune di Venezia e la Regione Sardegna, vogliamo socializzare l’esperienza di ‘Provincia WiFi’: hanno già manifestato interesse le Province di Torino, Firenze, Potenza, Pesaro, Gorizia e Grosseto.

‘Free ItaliaWiFi’ vuole creare una federazione nazionale di reti WiFi pubbliche già esistenti, per interconnettere i sistemi di autenticazione e permettere a ogni utente registrato l’accesso alle reti federate con le stesse credenziali. Recentemente abbiamo inaugurato il WiFi al Tribunale di Roma, e pochi giorni fa ero in Toscana per i primi 10 hot spot a Prato, dove hanno aderito a Free Italia WiFi anche le Province di Prato, Firenze e Pistoia. Un bel modo - conclude Zingaretti - per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia”.

07 Marzo 2011