CHE BROADBAND FA? Convergenza, tempo di fair neutrality

CHE BROADBAND FA?

di Cristoforo Morandini, Associated Partner Between
La convergenza tra banda larga fissa e mobile è sempre più evidente, non solo dal lato servizi, ma anche dei modelli di business che governeranno il futuro ecosistema digitale. Ne è una riprova quanto sta accadendo in materia di network neutrality e di uso consapevole delle risorse di rete (fair use). È ormai noto il meccanismo introdotto nei servizi broadband mobili che prevede diversi livelli di banda massima e il degrado delle prestazioni al superamento di soglie prefissate, ma a fronte della garanzia di una spesa certa (zero bill shock), così come maggiori garanzie per alcuni profili in caso di congestione.

Forse meno conosciuta è la recente introduzione della possibilità anche per la rete fissa di introdurre meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione dell’utilizzo delle risorse di rete intervenendo sulla banda riservata, in determinate fasce orarie, alle applicazioni a maggiore consumo di banda (peer to peer, file sharing, etc). In un mercato realmente concorrenziale e efficiente ci dobbiamo aspettare che i prezzi siano progressivamente orientati ai costi effettivi di produzione dei diversi servizi, riconoscendo naturalmente tutti i “premium price” del caso. Solo in questo modo sarà probabilmente possibile rompere il circolo vizioso che inibisce la realizzazione di nuove infrastrutture in attesa di nuovi servizi, ovvero della certezza dell’esistenza di un’esplicita domanda di servizi innovativi e della willingness to pay da parte dei consumatori finali.

07 Marzo 2011