Tranquilli: "Il 2011 l'anno dello smartphone di massa"

SMARTGENDER

Il responsabile Device Consumer di Telecom Italia annuncia il sorpasso sui "vecchi" telefonini, complice il forte calo dei prezzi. "In Italia acquisti ancora trainati dal brand, ma presto la scelta si farà in base alle funzionalità evolute"

di Mila Fiordalisi
«Per gli smartphone è arrivata l’ora del mass market». Non ha dubbi Leopoldo Tranquilli, Responsabile Device Consumer di Telecom Italia sul “destino” dei telefonini intelligenti.

Il Gsm World Congress di Barcellona ha dato ampio assaggio delle novità che presto sbarcheranno sul mercato e secondo il manager di Telecom sono due i principali trend in atto. “Da un lato - spiega - si assisterà ad una progressiva diffusione di telefonini low cost, anche al di sotto dei 100 euro, dotati delle principali funzionalità ‘smart’, a partire dalla connettività a Internet e alla possibilità di scaricare app. Ciò permetterà una massiccia penetrazione dei telefonini di nuova generazione che già entro il 2011 supereranno per la prima volta i ‘vecchi’ cellulari. Dall’altro lato è in atto una forte spinta all’innovazione da parte dei produttori di device per quel che riguarda i telefoni di fascia alta. Ad esempio a Barcellona sono stati annunciati i primi concept di cellulari dotati di schermi 3D, ma anche di display in grado di garantire un’ottima visibilità anche con la luce solare. E si fanno strada le tecnologie Super Lcd e Super Amoled 2, in grado di rendere i display ultra-performanti da un punto di vista della risoluzione, della luminosità e della visibilità. Oltre al tema smartphone, nel 2011 credo proprio si assisterà a una forte diffusione anche dei tablet”.

Tranquilli, quale sarà il ruolo delle telco in una partita che vede sempre più protagoniste aziende come Apple e Google?
Le telco hanno già un ruolo da protagoniste e continueranno ad averlo. Gli over the top non sono in grado di gestire il cliente con la stessa capacità delle compagnie di Tlc e offrire servizi davvero su misura. Pensi solo alle funzionalità di billing: le telco possono mettere a punto tariffazioni personalizzate e proporre ai clienti le migliori condizioni a seconda delle specifiche esigenze. Lo si fa già con i servizi voce e Internet, ed ora anche per le app è importante offrire condizioni personalizzate. Ebbene le telco possono fare ciò e garantire, al contempo, l’interoperabilità fra le varie piattaforme. È in quest’ottica che nasce l’Application Manager, la piattaforma ‘trasversale’ di Telecom Italia, presentata in anteprima al Mobile World Congress di Barcellona, che a partire da aprile permetterà di accedere e utilizzare in maniera semplice ed intuitiva le apps su telefonini, tablet, netbook e pc.

È una logica dunque opposta al walled garden di Apple.
Si lo è. E crediamo che sia questa la strada più giusta da percorrere. Nel lungo termine Apple dovrà inevitabilmente aprirsi al mercato se vorrà davvero partecipare alla competizione. Al contrario verrà sempre più relegata in una nicchia. iPhone e iPad hanno rappresentato senz’altro l’inizio di una rivoluzione, ma i concorrenti non stanno a guardare: sul mercato ci sono già telefonini che non hanno niente da invidiare all’iPhone sul fronte tecnologico e delle app disponibili.

A proposito di nicchie, Apple ha però annunciato di essere prossima al lancio di un modello di iPhone “low cost”.
È un’indiscrezione che, qualora venisse confermata, evidenzierebbe una volta di più il segnale della necessità di contrastare l’avanzata di Android che si sta diffondendo molto sulla fascia medio-bassa laddove Apple ha il primato su quella alta. Ma sul lungo periodo, ripeto, sarà necessario rivedere la strategia.

Che cosa fa la differenza nell’acquisto di un cellulare? Anche il “consumatore” si sta evolvendo di pari passo con la tecnologia?

Intanto bisogna tenere conto dell’avanzata dei nativi digitali, giovani nati con il cellulare e abituati a confrontarsi con le innovazioni tecnologiche. Certamente ciò rappresenta di per sé un’evoluzione e quindi cambia l’approccio di acquisto. Posso dirle che in Italia è ancora molto forte l’attenzione al brand che ha spesso la meglio sulle funzionalità: si parte dalla marca del telefono e poi si analizzano le funzionalità presenti. In altri Paesi sta prendendo piede invece la logica opposta: sono le funzionalità a fare la differenza e presto sarà così anche in Italia. Non a caso Tim si sta preparando per il lancio di una nuova generazione di cellulari brandizzati che puntano su funzionalità innovative a prezzi più contenuti per il cliente finale.

E quali sono le funzionalità che fanno la differenza?
Dipende dalla tipologia di consumatore, ma certamente si stanno imponendo alcuni trend. Telecom Italia ad esempio ha deciso di suddividere la propria offerta di device in quattro grandi famiglie che corrispondono alle principali esigenze di mercato. C’è la fascia Professional, per i professionisti appunto, in cui i device di riferimento sono prevalentemente dotati di tastiera, soprattutto per l’invio delle e-mail, anche se si sta facendo strada il touch. Poi c’è la famiglia Internet in cui rientrano quei dispositivi progettati per garantire le migliori performance sul fronte del browsing e del download interattivo. Un’altra categoria forte è quella del Messaging: qui sono le funzionalità di messaggistica e di social networking a fare la differenza. Infine la Entry Level (Basic), per chi si accontenta delle funzionalità di base e dà più peso a voce e sms. Nelle prime tre categorie si concentrerà la diffusione degli smartphone.

07 Marzo 2011