Australia, giro di vite contro la pirateria online

COPYRIGHT

Una sentenza del Tribunale federale allarga i poteri dei titolari dei diritti d'autore: potranno costringere gli Isp a staccare la connessione Internet a chi è recidivo nei download illegali

di Patrizia Licata
L’Australia fa sul serio nella lotta alla pirateria su Internet: chi sarà sorpreso a scaricare illegalmente musica o film dalla Rete potrebbe vedersi tagliare la connessione dal proprio Isp. E visto che l'industria cinematografica sostiene che un cittadino australiano su tre ha commesso il furto di film online, e che la pirateria nel complesso è costata all’economia 1,37 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi, molte famiglie rischiano di rimanere senza Internet.

Il giro di vite contro i download illegali è il temuto (per i consumatori) effetto di una sentenza del Tribunale federale australiano, che, se da un lato ha respinto l'appello presentato contro l’Isp iiNet dai principali studios cinematografici, ha tuttavia reso più facile per i titolari dei diritti d'autore di inasprire gli avvisi di “violazione di copyright” che inviano agli Isp. Di fatto questi ultimi potrebbero finire con l'essere costretti ad agire contro i recidivi inasprendo gli avvertimenti e interrompendo alla fine la connessione Internet. Le case cinematografiche, infatti, rappresentate nella causa dalla Australian federation against copyright theft (Afacr), hanno sostenuto che l'Isp "autorizza" la violazione del copyright da parte dei suoi utenti se non fa nulla per impedirla.

Il giudice, pur scagionando nel caso specifico iiNet, ha dato valore a questo punto di vista lasciando aperta la possibilità che, in circostanze diverse, l’Isp possa essere considerato responsabile di aver autorizzato le violazione dei suoi utenti. “La sentenza dà più potere ai detentori dei diritti di intervenire sugli Isp con una serie di avvisi che di fatto li obbligheranno a inasprire gli avvertimenti a chi fa download illegale o addirittura a chiudere gli account dei trasgressori recidivi", afferma John Fairbairn, avvocato specializzato in proprietà intellettuale presso lo studio Clayton Utz.

"La sentenza indica in quali circostanze l’Isp è da considerarsi responsabile di aver autorizzato la violazione di copyright”, afferma Campbell Thompson, avvocato specializzato in proprietà intellettuale dello studio Freehills. “I detentori dei diritti possono essere piuttosto soddisfatti”.

04 Marzo 2011