Metroweb, sulla vendita pesa l'incognita delle regole Nga

BANDA LARGA

Secondo gli advisor la questione ruota attorno alla regolamentazione sull'accesso alle reti di nuova generazione. In sostanza dipende tutto dalll'Agcom: l'eventuale obbligo di condividere l'infrastruttura con i competitor farà scendere il valore della fibra milanese

di P.A.
Sulla vendita di Metroweb pesa l’incognita Agcom. Sull’uso in esclusiva da parte dell’acquirente dei cavidotti di Metroweb, che detiene la rete in fibra ottica di Milano e Lombardia (controllata da Stirling Square al 76,5%, A2A al 23% che diventerà 40% in caso di vendita) incombe la questione delle regole Agcom. Questo il ragionamento che emerge da un articolo pubblicato oggi da Milano Finanza.

La nuova direttiva europea sta per essere recepita dall’Agcom e prevede che l’Authority debba introdurre obblighi più stringenti di quelli attuali a carico delle società che possiedono i cavidotti e altre infrastrutture civili, diverse dalla società ex monopolista, cioè Telecom Italia.

In sostanza, la nuova direttiva europea in procinto di essere recepita dall’Authority guidata da Corrado Calabrò obbligherebbe tutte le società che detengono cavidotti a condividere l’infrastruttura con la concorrenza.

"Un obbligo più stringente, meno aggirabile, che potrebbe incidere molto sul vantaggio competitivo di una società proprietaria del sottosuolo lungo cui far passare i cavi, visto che dovrà più facilmente metterlo a disposizione dei concorrenti", aggiunge il quotidiano.

Metroweb si trova in questa situazione e questo probabile cambio di regolamentazione è preso in considerazione dagli advisor nel processo di valutazione delle offerte, ma anche dagli stessi offerenti. Ad oggi sarebbero arrivate le manifestazioni di interesse di Axa Infrastructure, di F2i, affiancata da telecom Italia, del fondo Antin (Bnp Paribas), di 3i, del fondo Cube che avrebbe un accordo con Vodafone e Wind, e di Kkr.

Tutte le offerte si aggirerebbero intorno ai 400 milioni di euro, ma sarebbero diverse a seconda che l’offerente sia di natura finanziaria o industriale. I venditori preferirebbero cedere ad un acquirente industriale.

11 Marzo 2011