France Telecom rischia la separazione funzionale

CONCORRENZA

L'Antitrust apre un dossier sull'operatore per sospetto monopolio sul mercato della fibra ottica. E chiede all'Arcep di esaminare come estrema ratio lo smembramento della società

di Patrizia Licata
France Telecom rischia l’intervento delle autorità che vigilano sulla concorrenza in Francia, col rischio che, nel caso estremo, si arrivi alla richiesta di una divisione dell’azienda in due business separati, secondo quanto si legge sul quotidiano Les Echos. L’Autorità garante della concorrenza teme infatti che Ft diventi un player dominante sul mercato della fibra ottica, tale da schiacciare la concorrenza, e ha chiesto all’Arcep di "prendere in esame la separazione funzionale di France Telecom-Orange come ultima istanza".

Uno smembramento di Ft comporterebbe la creazione di una società per il marketing dei servizi e un’altra per l'infrastruttura, che sarebbe aperta a tutti gli operatori, sostiene il quotidiano francese senza citare le sue fonti, anche se l’ipotesi è resa meno probabile dal fatto che Orange, l'unità di telefonia mobile di France Telecom, ha mostrato le proprie buone intenzioni firmando un accordo per dare accesso alla rivale Iliad alla sua rete mobile di terza generazione.

L'authority ha fatto sapere che continuerà a monitorare la situazione valutando il livello di concorrenza nelle zone rurali e interverrà solo come soluzione estrema, per cui l’ipotesi “spezzatino”, assicura Les Echos, non è probabile al momento.

Il regolatore del mercato delle telecomunicazioni Arcep ha chiarito che nell'ambito del pacchetto di direttive Ue sulle telecomunicazioni del 2009, che sarà assorbito nel diritto francese entro l'estate, i regolatori nazionali devono avere la possibilità di imporre la separazione funzionale agli operatori dominanti. Il testo indica che "la separazione funzionale può essere giustificata com soluzione estrema in alcuni casi eccezionali, quando l'applicazione di una efficace non discriminazione ha sistematicamente fallito in molti dei mercati interessati e, quando, nonostante una o più soluzioni in precedenza giudicate soddisfacenti, le prospettive di concorrenza sulle infrastrutture restano basse nel breve-medio termine”.

11 Marzo 2011