Calabrò: "Asta Lte, rompere gli indugi"

FREQUENZE

Il presidente Agcom fa pressione sulla risoluzione dei problemi che gravano sulla gara. Gubitosi (Wind): "La capacità di spesa degli operatori non è infinita". La palla ora al ministro Romani: trattative con la Difesa e con le emittenti locali

di Roberta Chiti
Presto presto. È una corsa contro il tempo quella per realizzare l'asta delle frequenze a favore degli operatori di Tlc. L'incasso di 2,4 miliardi su cui punta il Tesoro a norma di legge dovrà essere incassato entro settembre 2011, ma le incognite sono ancora tante. Per cui il governo mette le mani avanti: in caso di insuccesso (se la cifra fosse inferiore) l'importo mancante viene congelato da subito "a titolo cautelativo" nelle casse di tutti i ministeri. Per questo oggi il presidente Agcom Corrado Calabrò ha lanciato un appello: "Ogni indugio non è più tollerabile. Le frequenze devono essere liberate, come dicono le direttive europee, e messe al servizio degli operatori di telecomunicazioni".

Il pallino è nelle mani del ministro Romani. Tocca al ministero dello Sviluppo economico risolvere nei tempi previsti le incognite che gravano sulle frequenze che verranno messe a gara: quelle in banda "alta" (a 2,6Ghz) per liberare le quali la Difesa chiede un corrispettivo economico come già successe ai tempi del Gsm.

Ma soprattutto quelle del dividendo digitale esterno, in banda 800Mhz (sei canali, dal 61 al 69): teoricamente il Pnrf le ha tolte alle tv locali e destinate alle telco, ma la partita rimane tutta da giocare e non sarà facile dribblare i freni che le emittenti potranno opporre sia al cammino dell'asta sia al completamento dello switch off. Con le due associazioni principali, Aeranti-Corallo e Frt, determinate a non farsi espropriare del proprio asset: l'ipotesi rimborso per "traslocare" (attualmente la più accreditata) rappresentato da una percentuale sull'incasso della gara rischia di deprezzare il valore delle frequenze.

Anche le telco aumentano la pressione. "È importante allocare le frequenze, ma è importante anche il costo perché la capacità di spesa degli operatori non è infinita" ha detto l'ad di Wind, Luigi Gubitosi: "Un costo eccessivo potrebbe incidere sugli investimenti".

Sul fronte delle misure precauzionali prese dal governo sull'incasso della gara  "a titolo cautelativo la legge dispone che, in caso di insuccesso dell'operazione, un importo pari al corrispettivo mancante sia recuperato attraverso corrispondenti tagli di spesa pubblica - fa sapere il Tesoro -. A titolo cautelativo, in base ad un criterio di sana e prudente gestione del bilancio pubblico, in applicazione della prassi consolidata in casi simili, la Ragioneria Generale dello Stato ha disposto l'accantonamento provvisorio di un importo corrispondente". 'Il Governo - conclude la nota - sta procedendo positivamente, in modo da finalizzare l'operazione nei tempi e negli importi previsti. A titolo indicativo, il risultato ottenuto in Germania e' stato pari a circa 4 miliardi. L'importo previsto in Italia si conferma ad oggi ragionevole. Solo in caso negativo, ad oggi escluso per le ragioni di cui sopra, gli accantonamenti prudenziali saranno trasformati in tagli definitivi non lineari".

11 Marzo 2011