Bernabè: "Telecom ha bisogno di stabilità"

IL RINNOVO DEL CDA

"All'azienda non servono fuochi di artificio, ma una prospettiva di continuità e di crescita nel tempo"

di Mila Fiordalisi
"Telecom Italia ha bisogno di stabilità perché di instabilità ne ha avuta fin troppa. Oggi servono risultati non clamorosi ma continuativi". Lo ha detto l'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, all'odierno convegno dell'Asati, l'associazione che riunisce i piccoli azionisti del gruppo.

Il numero uno di Telecom ha ripercorso le tappe di un cammino che ha portato l'azienda alla riduzione del debito e ha annunciato che nel 2012 "si arriverà con un debito alla normalità". "Telecom non ha bisogno di fuochi di artificio ma di una prospettiva in cui gradualmente continueremo a migliorare, crescere, sviluppare".

Bernabè ha puntualizzato che nei primi due anni il lavoro sulla riduzione del debito non si è visto perché la società godeva di importanti scudi fiscali. Dal 2008 è stata soggetta ad una fiscalità piena che ha assorbito risorse importanti. Ha pesato anche il contenzioso risolto tra il 2008 e il 2009. "Solo nel 2010 la situazione si è normalizzata portando ad una riduzione dell'indebitamento di 5 miliardi in tre anni.

Il risultato è stato raggiunto anche grazie "a un enorme sforzo gestionale sui costi" con tagli per 4 miliardi e del contributo dato sempre per la riduzione dell'indebitamento dalla cessione di partecipazioni in Francia, Germania e Cuba con "nessuna possibilità di crescere". Ancora: "il taglio dei costi è servito per aumentare la competitività dell'azienda perché è stato trasferito integralmente ai consumatori e ciò ha portato a una riduzione dei prezzi del 25% solo nell'ultimo anno e a un aumento dei volumi del 25%" nel settore mobile. Tra i risultati conseguiti quelli del business in Brasile e Argentina che garantiscono al gruppo "una presenza importante e strategica in America Latina". Il top manager ha infine rivendicato il non aver "dato ascolto alle sirene che in nome della riduzione dell'indebitamento volevano che Telecom cedesse anche la rete. Mi chiedo cosa sarebbe successo, ha concluso, se avessi dato ascolto alle sirene di allora".

Gli azionisti si sono visti ridurre i dividendi in modo rilevante, dividendi che per il mercato sono decisivi a dare un valore al titolo.Bernabè ha però ricordato che comunque agli azionisti in dieci anni sono stati distribuiti dividendi per quasi 60 miliardi.

Riguardo alla governance, la questione più spinosa sul tavolo del cda, il manager sottolinea che "deve esserci un sistema che assicuri che l'azienda venga gestita con una corretta distribuzione dei ruoli". "La governance perché non sia un ossimoro bisogna che governi".

11 Marzo 2011