Telecom Italia: poteri forti a Bernabè

LA NUOVA GOVERNANCE

Accordo degli azionisti sulla nuova governance: affidata all'attuale numero uno la presidenza esecutiva a cui fanno capo le decisioni in materia di strategie, finanza e operazioni straordinarie. Marco Patuano, che risponderà a Bernabè, diventa Ad ed entra nel cda. Avrà la responsabilità del mercato Italia. Luca Luciani verso la direzione generale per occuparsi del mercato sud americano. Ma su di lui c'è l'ombra dell'inchiesta sulle sim false

di Mila Fiordalisi
Un modello di governance come quello della spagnola Telefonica. Con una presidenza dai poteri forti. Dopo due settimane di trattative gli azionistiitaliani di Telco - Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo - hanno raggiunto l’accordo sul management che guiderà l’azienda nel prossimo triennio. Un accordo che fa leva sulla continuità, quella della strategia che ha consentito all’azienda di abbattere il debito (per circa 5 miliardi dal 2007) lasciato in eredità dalle gestioni Colaninno e Tronchetti Provera, ma che punta anche al rinnovamento e al ritorno alla crescita cui mira il piano triennale 2011-2013.

Bernabè incassa la riconferma, con poteri forti, ma nel contempo crescono di peso i due manager che più si sono messi in luce nell'ultimo triennio: Marco Patuano, braccio destro di Bernabè nel mercato interno, e Luca Luciani che, scivolato in un video imbarazzante finito su Youtube, ha poi guidato il forte rilancio di Tim Brasil. Patuano entrerà in cda e sarà responsabile del mercato Italia; Luciani, che diventerà direttore generale - a meno di ripensamenti legati all'accusa di truffa aggravata che pende sulla testa del manager - avrà la responsabilità per le attività in Sud America, ossia di Brasile e Argentina che rappresentano le aree a maggiore redditività per il Gruppo. Entrambi riporteranno a Bernabè.

Un Bernabè, che nonostante abbia dovuto fronteggiare l'opposizione sotterranea di chi lo voleva se non cacciare quantomeno ridimensionare (a partire dal presidente del Consiglio che ha poco gradito l'autonomia del manager in questioni chiave come lo scorporo della rete, la vendita delle attività argentine o il rilancio de La7), avrà dunque deleghe forti mantenendo il ruolo di capo azienda. Spetteranno a lui le decisioni in materia di strategie e operazioni straordinarie, finanza e M&A. Sarà inoltre lui a gestire i rapporti con le Authority e ad occuparsi della comunicazione istituzionale.

Resterà in campo anche l’attuale presidente Gabriele Galateri di Genola, amico del presidente di Telefonica Cesar Alierta, che entra nel consiglio di amministrazione di Telco di cui potrebbe diventare presidente. In quanto azionista di riferimento col 22,45% di Telecom Italia, il consiglio di Telco (oltre ai soci italiani vi è Telefonica) ha scelto oggi i nomi della lista di maggioranza da presentare all'assemblea del 9 aprile (il 12 in seconda convocazione). Altri due dei quindici consiglieri verranno indicati dalla Findim di Marco Fossati, secondo azionista Telecom con il 5% del capitale, mentre i fondi dovrebbero confermare Luigi Zingales.

14 Marzo 2011