At&t, fine del "senza limiti" anche per il broadband fisso

TARIFFE

Secondo gli analisti gli operatori del cavo seguiranno presto l'esempio dell'americana. Ma avvertono: si rischia di frenare la crescita dell'Internet video e della tv over-the-top

di Patrizia Licata
Un tetto all’utilizzo della banda larga fissa: dopo aver decretato la fine dei piani "senza limiti" per i dati su wireless, il colosso americano delle telecomunicazioni At&t si appresta a introdurre delle restrinzione anche per i clienti del broadband fisso, spostandosi con maggior decisione verso piani tariffari a consumo ma, scrive il Financial Times oggi, rischiando anche di rallentare la crescita dell’Internet video e di convincere i consumatori che non è ancora il momento di abbandonare l'abbonamento alla tv tradizionale a favore delle offerte over-the-top.

At&t non è l’unica telco americana ad aver scelto i piani a consumo per il fisso: la sua mossa segue quella di altri fornitori di banda larga tra cui Comcast, il più grande operatore della tv via cavo degli Stati Uniti, che ha imposto tetti all’utilizzo del suo servizio broadband fin dal 2008, anche se non li fa quasi mai rispettare.

At&t probabilmente sarà più esigente. Dall'inizio di maggio, i suoi clienti attuali del Dsl avranno un massimo di 150 GB (gigabyte) mensili da sfruttare, mentre i clienti della rete in fibra ottica U-verse di At&t potranno scaricare fino a 250 gigabyte di dati. Chi supera i limiti mensili tre o più volte dovrà pagare 10 dollari per ogni 50 GB aggiuntivi.

“Solo il video può determinare l’uso di tanti gigabyte”, sottolinea Craig Moffett di Sanford C. Bernstein in una nota ai clienti. Pur rilevando che il limite imposto non è basso e non impatterà su molti clienti (il 2% della sua base attuale, stima At&t), l'analista ritiene tuttavia che si tratti di "una decisione dalle conseguenze importanti".

At&t ha già introdotto i tetti all’utilizzo dei dati per il proprio servizio wireless. L'anno scorso, l'azienda ha eliminato il piano dati senza limiti per gli smartphone e ha iniziato a offrire diverse fasce di prezzo a seconda dell’utilizzo: 25 dollari al mese per 2Gb o 15 dollari al mese per 250Mb (Megabyte). I clienti che superano i limiti pagano per i byte in più scaricati.

Secondo Moffett gli operatori via cavo, che rappresentano la maggior parte delle connessioni su banda larga negli Stati Uniti, seguiranno l’esempio di At&t e introdurranno piani tariffari che fissano limiti di download, almeno per gli utenti di fascia bassa; gli utenti premium potrebbero avere ancora delle opzioni senza limiti, ma pagando di più.

Le famiglie americane guardano una media di 157 ore di video ogni mese e ogni ora di video a definizione standard rappresenta circa 1 GB di trasferimento dati, mentre il video ad alta definizione consuma più o meno il doppio della banda. Moffett ritiene che la soglia fissata da At&t sia ancora abbastanza alta da spingere i consumatori a guardare molti video online, ma non sufficiente da incoraggiare coloro che intendono sostituire alla vecchia tv lineare il video online "over-the-top". "Le decisioni che gli operatori prendono per tutelare i propri guadagni hanno vaste implicazioni”, afferma Moffett. “Tariffe basate sull’utilizzo incidono non solo sulle entrate degli operatori ma anche sulla domanda degli utenti finali”.

15 Marzo 2011