Agcom: "Call center veloci e accessibili ai non udenti"

SERVIZI

L’Agcom spinge sulla qualità dei servizi di call center. Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato un provvedimento sulla qualità dei servizi telefonici di contatto, applicabile a tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile, stabilendo un piano triennale di miglioramento progressivo con lo scopo di  ridurre i tempi di attesa per gli utenti nonchè di rendere accessibili i call center direttamente anche ai non udenti.

Il documento definisce regole e standard minimi di qualità, al fine di garantire i diritti degli utenti sia quando contattano (inbound) sia quando vengono contattati telefonicamente dagli addetti ai call center per l’attivazione di servizi o promozioni (outbound).



Nello specifico vengono stabiliti: i principi generali di comportamento a cui i gestori e gli addetti ai call center devono attenersi, ad esempio fornendo sempre un proprio codice identificativo, parlando un italiano corrente, chiaro e comprensibile e assegnando un codice ai reclami ricevuti; gli indicatori fondamentali di qualità del servizio inbound, quali il “tempo di navigazione” tra le varie opzioni automatiche prima di parlare con un addetto, il “tempo di attesa” della risposta effettiva dell’addetto e il “tasso di risoluzione dei reclami”, cioè la percentuale di reclami risolti senza ulteriori solleciti dell’utente, prevedendo, per ogni indicatore, i valori minimi da rispettare secondo un piano triennale di miglioramento; la gratuità dell’accesso telefonico al call center, nel rispetto di quanto previsto dal piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni; i requisiti minimi di accessibilità gratuita ai call center per gli utenti sordi, grazie a tecnologie “assistive”, quali chat, SMS, fax, e-mail e “servizi ponte”, questi ultimi da erogare anche per il tramite dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (ENS).

 

Tra le modalità di monitoraggio della qualità dei servizi dei call center è prevista la possibilità di effettuare campagne di tipo “call back” con l’eventuale collaborazione delle associazioni dei consumatori.

 

15 Maggio 2009