Televisori 3D, è guerra sullo standard

MERCATO

Samsung ed Lg si fronteggiano nel tentativo di imporre la propria tecnologia all'intera industria in attesa degli schermi free glass. Ma gli analisti avvisano: "Per far decollare il mercato occorrono contenuti, non una guerra tecnologica"

di Patrizia Licata
Può sembrare una sterile battaglia sui marchi e invece nasconde un'agguerrita gara per imporre lo standard dell’industria delle tv 3D. Protagoniste sono Samsung e Lg Electronics, i maggiori produttori mondiali di televisori a schermo piatto e tra i principali fornitori di panelli per le tv 3D. Le due aziende, entrambe sud-coreane, usano due standard differenti e non compatibili, ma solo uno probabilmente sarà abbracciato dall’intera industria.

I produttori di tv ripongono grandi speranze nel 3D: i nuovi televisori potrebbero rilanciare un settore in cui i prezzi hanno continuato a scendere a causa della concorrenza serrata. Le tv per la visione in tre dimensioni sono invece prodotti per l’intrattenimento domestico di fascia alta e i modelli da 55 pollici costano circa 4.000 dollari.

Prezzi elevati che finora, in realtà, insieme alla carenza di contenuti, hanno reso le vendite deludenti. Tuttavia la società di ricerche DisplaySearch prevede che le tv 3D rappresenteranno più del 40% delle vendite di tv a schermo piatto entro il 2014, contro appena il 2% dell’anno scorso.

Samsung ed Lg non vogliono perdersi l’opportunità. Entrambe producono le loro tv 3D e Samsung, spiega oggi il Financial Times, guida l’industria con uno share del 37,2%, seguita da Sony, Panasonic ed Lg, che ha solo il 5,6% del mercato. Ma le due sud-coreane sono anche fornitrici del componente core 3D – il pannello – per molti altri produttori di televisori in tutto il mondo.

Lo schermo di Samsung usa la tecnologia active shutter glass (Asg), che richiede agli spettatori di indossare ingombranti occhiali alimentati da pile per godere dell’effetto tridimensionale. La stessa tecnologia è usata nei televisori 3D di Sony, Sharp e Panasonic.

L’Asg ha dominato il settore fino a quest’anno, quando Lg ha introdotto un’altra tecnologia, la Fpr (film patterned retarder), con cui si applica una pellicola sullo schermo, per cui allo spettatore bastano degli occhiali polarizzati, molto più leggeri (come quelli che si indossano al cinema), per guardare la sua tv 3D. Gli schermi Fpr di Lg sono già adottati da Toshiba, Philips, Vizio e alcuni produttori cinesi.

Kwon Young-soo, presidente di Lg Display, la filiale di Lg che sviluppa gli schermi piatti, ha dichiarato che un giorno le tv 3D non richiederanno più occhiali, ma fino ad allora i consumatori dovranno scegliere tra le due tecnologie per gli schermi in competizione.

Le due rivali si affrontano senza esclusione di colpi per far valere il proprio standard. Per Lg la tecnologia di Samsung è “vecchia di una generazione”, mentre Samsung sostiene che il suo prodotto e quello di Lg sono diversi “come il giorno e la notte”. Kim Hyeon-Seok, executive vice-president della divisione visual display di Samsung, ha accusato Lg di “ingannare i consumatori” quando afferma che la sua tecnologia per il 3D è in grado di offrire immagini in altissima definizione. Lg ha replicato facendo sapere che sta già trattando con Sony per convincerla a usare l’Fpr sui suoi schermi al posto dell'Asg sostenuto da Samsung.

A calmare le acque ci pensano gli analisti: è troppo presto per dire quale tecnologia sia la migliore. “Dal punto di vista del consumatore, è difficile notare differenze negli effetti 3D dei due prodotti”, afferma Park Kang-ho di Daishin Securities. “Quel che conta per i consumatori sono i contenuti, più che la tecnologia”. Concorda Hwang Joon-ho, analista di Daewoo Securities: “Per far decollare le tv in 3D oggi non serve una guerra tecnologica, ma lo sviluppo dei contenuti capace di alimentare la domanda”.

24 Marzo 2011