Clearwire e Sprint contro la fusione At&t T-Mobile

IL CASO

Secondo i due operatori la liaison ripristinerebbe il monopolio dell'ex incumbent a danno dell'intero ecosistema Ict e dei consumatori finali

di Patrizia Licata
Le telco americane si muovono per contrastare l’accordo tra At&t e T-Mobile – un’operazione, sostengono, che creerebbe una pericolosa concentrazione di potere sul mercato statunitense. Il chief executive di Clearwire John Stanton (che è stato in passato chairman di T-Mobile Usa) ha definito il merger proposto “una sfida alla concorrenza nel settore” e ha fatto sapere che esprimerà le sue preoccupazioni al governo, con la speranza che i regolatori, che sono chiamati e valutare l’operazione, tengano conto delle obiezioni dell’industria.

Al Ctia Wireless show, le critiche alla fusione dei due operatori mobili si sono moltiplicate. Alla voce di Clearwire si è aggiunta quella di Sprint Nextel, il cui Ceo Dan Hesse ha attaccato l'accordo definendolo un danno per i consumatori, proprio mentre Ralph de la Vega, mobility chief di At&t, sedeva accanto a lui. Da parte sua, Sanjiv Ahuja, chief executive della start-up LightSquared, ha affermato che una fusione At&t/T-Mobile introdurrà ulteriore consolidamento in un’industria già concentrata nelle mani di pochi.

Sprint, in particolare, si è detta pronta a fare azione di lobby contro l’accordo presso il Congresso. "Temo che ostacolerà l’innovazione e metterà troppo potere nelle mani di due operatori”, ha detto Hesse.

Come Hesse, Stanton ritiene questa operazione un ripristino da parte di At&t del suo vecchio monopolio (che deteneva col nome di Ma Bell); il numero uno di Clearwire ha anche definito il colosso di Dallas un “concorrente brutale”: “Prima ti distruggono, poi ti comprano”, ha accusato (secondo Stanton At&t avrebbe fatto così con T-Mobile).

Non sono solo gli altri carrier ad essere danneggiati dall’operazione, ha aggiunto Stanton: una At&t più potente è un danno anche per i produttori di handset, i provider di contenuti e fornitori di attrezzature.

Mentre Clearwire e Sprint si trovano oggi d'accordo sulla questione A&t/T-Mobile, le due aziende hanno avuto attriti in passato sulle tariffe all’ingrosso. Sprint, che possiede una partecipazione del 54% in Clearwire ed è il suo maggiore cliente, è vista come il logico candidato a infondere denaro contante in Clearwire, che è in difficoltà, ma le discussioni sui prezzi wholesale hanno raffreddato i rapporti.

Stanton ha detto che Clearwire è focalizzata sulla raccolta di capitali per continuare a costruire la propria rete, ma non ha escluso l’ipotesi della bancarotta. Esiste tuttavia un'altra opzione per battere cassa: vendere lo spettro non utilizzato. Ma qui si torna alla questione A&t/T-Mobile, perché la società è stata in trattative con T-Mobile Usa, ma qualsiasi operazione si è di fatto congelata con la proposta di acquisizione di At&t.

25 Marzo 2011