Microsoft compra da Nortel "vecchi" indirizzi Ipv4

INTERNET

Sborsati 7,5 milioni di dollari per oltre 666.000 indirizzi basati sul protocollo destinato ad essere soppiantato dall'Ipv6. A dimostrazione che la carenza di risorse comincia a farsi sentire

di Patrizia Licata
Mentre si moltiplicano gli allarmi sull’esaurimento degli indirizzi Internet e gli inviti a passare dall’Ipv4 al nuovo Ipv6, gli indirizzi del vecchio protocollo possono ancora valere qualcosa. L’ex colosso delle telecomunicazioni Nortel ha venduto a Microsoft un blocco di 666.624 indirizzi IPv4 per 7,5 milioni di dollari, circa 11,25 dollari al pezzo.

Può sembrare una cifra esagerata per una risorsa “del passato”, ma aziende tecnologiche come Microsoft – e anche i service provider – hanno bisogno di indirizzi col vecchio protocollo per effettuare la transizione al nuovo Ipv6. Il tribunale che sta gestendo la bancarotta di Nortel darà il parere definitivo sulla vendita il 26 aprile. La canadese ha già dismesso le attività ottica, wireless e Ip.

L'Icann (Internet corporation for assigned names and Numbers) ha dichiarato a febbraio di aver distribuito gli ultimi indirizzi internet con protocollo Ipv4. Con l'assegnazione di due blocchi di circa 33 milioni d'indirizzi Ipv4 al RIR (Regional Internet Registry) della regione Asia-Pacifico, la disponibilità globale si è abbassata talmente da richiedere un piano d'azione per distribuire gli indirizzi rimanenti fra i 5 Rir mondiali. Ed è cominciata la caccia agli indirizzi Ipv4: i vari Regional Internet Registries stanno cercando di mettere insieme e riassegnare gli indirizzi esistenti in attesa della migrazione all’Ipv6.

Infatti, anche se il proliferare di nuovi device con funzionalità Ip – dagli smartphone agli home gateway – richiede una quantità di indirizzi che solo l’Ipv6 può soddisfare, l’Ipv4 non sparirà dall’oggi al domani: al contrario, si apre un periodo di transizione in cui i service provider e i loro clienti business gestiranno contemporaneamente indirizzi Ipv4 e Ipv6, per poter servire sia utenti già aggiornati sia utenti che ancora non sono passati al nuovo protocollo. Insomma, la caccia a chi offre “vecchi” indirizzi Ipv4 è solo cominciata.

28 Marzo 2011