Csit, giunta "deserta". Parisi non cede. Asstel ballerà da sola?

LO STRAPPO

La seduta odierna doveva essere l'occasione per provare a ricucire lo strappo fra le associazioni. Ma così non è andata. I presidenti di Csit e Asstel hanno dato forfait. Si allontana l'ipotesi di creare un'unica grande Federazione dell'Ict & Media con il beneplacito di tutte le forze in campo

di Giampiero Rossi
È andata “deserta” la seduta odierna della giunta di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici chiamata a fare il punto sul dissidio interno che da settimane vede schierate da un lato Csit e la consociata Assinform e dall’altro Asstel, che lo scorso 25 febbraio ha formalizzato l’addio dalla Confederazione.

L’ipotesi di “ricucire” lo strappo sembra allontanarsi. O, almeno, i tempi si stanno dilatando oltre le iniziali intenzioni. Stefano Pileri (presidente di Csit) e Stefano Parisi (numero uno di Asstel) non si sono presentati all’appuntamento di oggi. Ed è toccato a Ennio Lucarelli, vice presidente vicario di Csit, relazionare sui temi all’ordine del giorno. Secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni l’idea di dare vita ad una grande Federazione dell’Ict & Media – portata avanti da Parisi – potrebbe non vedere la luce con la discesa in campo di tutte le forze. Lo scontro fra le parti in causa non ha sortito finora una soluzione “compromesso”. E l’assenza dei due numeri uno rappresenta di fatto il segnale che tira una brutta aria e che l’accordo fra le parti sarebbe di là da venire. Due le ipotesi in campo: da un lato Asstel potrebbe, come già annunciato, potrebbe far uscire da Csit la propria associazione riportando così direttamente a Confindustria; dall’altro potrebbe darsi obiettivi ancora più ambiziosi cercando di far confluire in Asstel anche le aziende dell’informatica o perlomeno le maggiori, gli Internet provider, le space company per creare una nuova rappresentanza più ampia e “svuotare” progressivamente la costola IT di Assinform a cui resterebbe la rappresentanza soprattutto del terziario avanzato.

La federazione a cui pensa Parisi prende ispirazione dal modello della tedesca Bitkom, della spagnola Ametic e dell'inglese Intellect “in cui tlc, mondo tv e radio, filiera dell'Ict, internet provider e realtà dell'outsourcing uniscano le forze per portare avanti istanze comuni”, ha annunciato Parisi lo scorso 25 febbraio nel formalizzare la fuoriuscita di Asstel da Csit.

“Si tratta di un invito rivolto alle associazioni e alle aziende del mondo Ictm perché partecipino ai lavori della costituente di una nuova federazione di primo livello all'interno di Confindustria”, spiega Parisi. Il numero uno di Asstel punta il dito contro “la debolezza dal punto di vista della rappresentanza esterna che negli anni è stato uno dei fattori che ha contribuito a una sottovalutazione, politica e culturale, del potenziale di crescita e di miglioramento della qualità della vita derivante dalla diffusione delle tecnologie nella società”.

30 Marzo 2011