CHE BROADBAND FA? Banda larga, priorità agli obiettivi

CHE BROADBAND FA?

di Cristoforo Morandini, Associated Partner Between
Per raggiungere un obiettivo servono metodo, risorse e creatività, con quest’ultima dimensione che può, almeno parzialmente, compensare le prime due. Il piano nazionale banda larga è sul sito del MiSE, le risorse sono carenti, ma Infratel continua il suo lavoro in collaborazione con i territori. Quindi cosa manca? Forse una maggiore determinazione e prioritizzazione degli obiettivi effettivamente conseguibili. La situazione a fine 2010 vede una copertura Adsl lorda pari a circa il 96% della popolazione, che diventa il 92% in termini netti (considerando linee lunghe e altri problemi tecnici), ma risale al 94% considerando le tecnologie radio (Hspa e Hiperlan). In altri termini, mentre in oltre 4.200 comuni l’accesso a banda larga è sostanzialmente garantito a tutti, in circa 900 ci sono ancora problemi rilevanti e i rimanenti 3.000 si trovano in una situazione intermedia.

L’Agenda Digitale Ue ci indica l’obiettivo della copertura totale entro il 2013, a prescindere della velocità minima e dalla tecnologia. Se vogliamo realmente garantire l’accesso universale ai servizi broadband abbiamo allora diverse opzioni: dall’Adsl alle tecnologie radio, fino alle nuove soluzioni satellitari. Attraverso un corretto mix di soluzioni è possibile garantire in tempi rapidi una soluzione economica e coerente con gli obiettivi comunitari. Poco sfidante? Forse semplicemente realistico e in linea con quanto sta facendo un paese guida come la Germania. Il tutto mentre costruiamo le basi per un futuro più ambizioso.

04 Aprile 2011