Australia, stop alla gara per la Ngn di Stato: "Costi di scavo troppo cari"

ULTRABROADBAND

Nbn Co., la società pubblica responsabile del progetto di realizzazione della rete ultrabroadband nazionale sospende il procedimento per l'assegnazione delle commesse: "Prezzi non in linea con il nostro piano"

di Paolo Anastasio e Patrizia Licata
L'australiana Nbn Co., l’azienda governativa responsabile della realizzazione della rete nazionale in fibra ottica, ha sospeso il procedimento di gara per l'attuazione del progetto perché i costi di costruzione sono troppo elevati. Uno choc, tanto più che appena tre giorni fa il Parlamento aveva dato il via libera alle le modalità di gestione di Nbn Co.: la società a partecipazione statale non potrà applicare sconti all'ex incumbent Telstra.

“Abbiamo annunciato ai quattro venti che vogliamo costruire una rete nazionale a banda ultralarga, ma non abbiamo detto a nessuno che l’avremmo fatto a qualsiasi prezzo – dice Kevin Brown, il responsabile dei servizi corporate della società – Non andremo avanti sulla base dei prezzi che ci vengono attualmente proposti”.

L’Australia, che sta vivendo un boom nel settore dell’imprenditoria, deve fare i conti con la carenza di risorse specializzate, un binomio che sta spingendo i prezzi del settore edile alle stelle mentre aumenta la pressione salariale. HSBC Holding stima che il valore dei progetti edili in atto o pronti a partire è pari a 777 miliardi di dollari, pari al 60% del prodotto interno lordo, tanto da attendersi un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale d’Australia.

Il progetto banda larga australiano, stimato in 36 miliardi di dollari australiani (37 miliardi di dollari Usa), ha l’obiettivo di coprire il 93% delle abitazioni del paese ad un network ultra veloce in fibra. Si tratta del maggior progetto infrastrutturale della storia del paese. Ma oggi il progetto è in forse.

Anche se Nbn sta studiando un’alternativa per uscire dal guado, dopo che un anno fa la società aveva chiesto alle società interessate al progetto di produrre piani dettagliati per la realizzazione del progetto.

“I partner potenziali dovranno dimostrare di avere tutte le capacità di progettare e fornire progetti di infrastrutture Tlc di particolare complessità”, aveva richiesto l’azienda nel suo invito di gara, alla quale hanno partecipato 45 potenziali fornitori, ridotti poi a 14 aziende e consorzi per procedere alla fase finale.

Dopo un lungo dibattito, è stata definitivamente approvata la legge che regola la realizzazione del network Nbn. Definite anche le modalità di gestione: la società a partecipazione statale non potrà applicare sconti all'ex incumbent Telstra.

Disco verde per la rete australiana in fibra ottica che coprirà l’intero Paese. Il Senato ha approvato venerdì la nuova legge per la National broadband network (Nbn) dopo un lungo dibattito parlamentare che si è risolto grazie all’accordo che l’esecutivo ha raggiunto con un gruppo di influenti senatori per ottenere il via libera alla normativa. Ieri, infine, la Camera australiana ha dato il sì definitivo al National broadband network measures-Access arrangements Bill 2011.

Il sì è stato ottenuto grazie ad alcune precise concessioni fatte ai parlamentari che hanno espresso obiezioni al progetto: per esempio, la nuova Nbn Co., la società a partecipazione statale che gestirà la rete per la banda larga, non potrà offrire sconti ai clienti dei grandi carrier australiani come l’incumbent Telstra, a garanzia di un mercato equo per tutti i concorrenti.

Il governo australiano passerà inoltre al vaglio l’aderenza della Nbn Co. alle leggi nazionali sulla libertà di informazione, come chiesto dai Verdi; il pacchetto di leggi concede ancora alla Australian competition and consumer commission's (ACCC's), l’antitrust australiano, il diritto di mettere in discussione, se lo riterrà necessario, la progettazione della rete in banda larga e gli elementi del suo servizio.

Per il ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy, l’approvazione della legge è “un passo storico”: “Questa normativa crea un quadro regolatorio certo che garantisce che la Nbn Co operi solo all’ingrosso, sia aperta a tutti e tratti tutti i carrier in modo equivalente”, ha aggiunto Conroy. “Solo così potremo garantire benefici a lungo termine per la concorrenza e i consumatori”.

01 Aprile 2011