In Senato l'appello delle telco: "Siano le net company a pagare le nuove reti"

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Nel corso di un'audizione sulle Ngn lanciano l'allarme Stefano Parisi, ex ad di Fastweb, e Luigi Gubitosi, numero uno di Wind: network al collasso. Per le future infrastrutture paghino anche gli over the top

di P.A.
La rete di telecomunicazioni italiana finora "ha retto bene" ma è immaginabile che "nel giro di 5-6 anni non reggerà più perché il traffico sta aumentando in maniera esponenziale". Lo ha detto oggi Stefano Parisi, in rappresentanza di Fastweb, nel corso di un' audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato sulle reti Ngn. Parisi, ex ad di Fastweb e presidente di Asstel, ha aggiunto che "servono ingenti investimenti ma non con soldi pubblici".

Il nodo principale per Fastweb è che ci sono i grandi operatori internet, e Parisi ha ripetutamente citato Google, che "riescono a portare a casa ricavi senza compartecipare alle spese della rete". Parisi chiede poi un quadro regolatorio: "Noi siamo per la democrazia nella rete ma se i parlamentari non fanno leggi non c'è un quadro certo. Serve un quadro stabile che possa consentire investimenti certi e decisioni improntate a un'ottica di lungo termine e non alle urgenze di qualche azienda".

Per quanto riguarda le infrastrutture, per il rappresentante di Fastweb "non è pensabile fare investimenti solo con i soldi dei nostri clienti. Servono subito ingenti investimenti anche solo per mantenere l' attuale qualita' del servizio". Puntare dunque alla compartecipazione dei grandi operatori internet perché "i soldi pubblici non ci sono ma a mio avviso neanche servono" e per gli operatori di tlc "la competizione è fortissima e i margini di guadagno si riducono". Il rappresentante di Fastweb ha criticato infine l' offerta di wi fi gratuito nelle piazze: "Con soldi pubblici si abitua la gente ad avere un servizio gratis che invece a noi costa".

Parisi dice che una norma che imponga trattamento commerciale uguale per tutti è un errore. "Se si stabilirà che Google deve pagare quanto il blog di Beppe Grillo dico subito che non è giusto". Margini per introdurre una normativa potrebbero esserci solo per garantire maggiore trasparenza ai consumatori, gli accordi commerciali devono essere lasciati al libero mercato.

In sintesi, Stefano Parisi, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo sviluppo della banda larga e sulla neutralità della rete di comunicazione, ha illustrato i rischi di imporre soluzioni normative premature sulla neutralità della rete.

Parisi, descrivendo l’evoluzione del settore delle telecomunicazioni, ha spiegato che, con i nuovi modelli di traffico internet (social network, fruizione di contenuti multimediali di intrattenimento ecc), il valore generato da Internet è catturato in misura maggiore da motori di ricerca, social network, aggregatori di contenuti on line e aziende che sviluppano strumenti per accedere a Internet, mentre gli operatori di connettività hanno una profittabilità nettamente inferiore a fronte di ingenti investimenti richiesti per assicurare il funzionamento della rete.

La situazione diventerà ancora più esasperata con gli investimenti necessari per la costruzione delle Reti di Nuova Generazione (Ngn). Per uscire da questa impasse, ha spiegato Parisi, è indispensabile ricorrere a modelli di “gestione del traffico” non discriminatori per mitigare gli effetti della saturazione della rete e garantire che tutti accedano nel modo migliore ai contenuti che cercano.

La rete di telecomunicazioni è sempre più affollata e per questo servono importanti investimenti. Per rendere possibile il potenziamento delle infrastrutture ed "evitare il sovraffollamento di Internet bisognerà continuare ad investire e occorrerà trovare una maniera di avere una sorta di "cost sharing" per far sì che i grandi player di Internet, come Google, Yahoo!, Amazon e Facebook, contribuiscano alla spesa stessa". Lo ha detto Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Wind, nel corso dell'audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato sul tema delle Ngn.

L'ad di Wind ha spiegato che "grandi operatori come Google, Yahoo!, Amazon, Facebook, che operano attraverso le nostre reti, le utilizzano e aumentano il traffico in maniera importante. E' evidente che ottengono grandi benefici economici. Questo provoca un grosso problema in quanto lascia gli operatori da soli a sostenere gli alti costi per gli investimenti".

Sulla fibra ottica Gubitosi ha infine sottolineato: "Il coinvestimento è essenziale per raggiungere risultati in tempi ragionevoli. Importanti sono anche tempi e modi dello switch-off tra rame e fibra ottica".

06 Aprile 2011