Huawei vuole un posto nella Ngn australiana

STRATEGIE

Dopo la creazione di un cda locale, il colosso cinese punta più in alto. Jeremy Mitchell, government and public affair: "La nostra esperienza può offrire un valore aggiunto alla futura rete"

di Patrizia Licata
Il colosso cinese delle attrezzature telecom Huawei Technologies vuole avere una parte nella costruzione della rete Ngn australiana, il controverso progetto da 36 miliardi di dollari (australiani, circa 37 miliardi di dollari Usa) per la rete Internet ultra-veloce che dovrà coprire l’intera nazione e sarà gestita dallo Stato. Lo ha fatto sapere uno dei top executive della unit australiana di Huawei: 
"Pensiamo di avere qualcosa da offrire”, ha dichiarato Jeremy Mitchell, government and public affairs director di Huawei Australia. "La nostra esperienza sarebbe un valore aggiunto per la rete nazionale per la banda larga”.

Mitchell non ha spiegato quali siano gli elementi del progetto in cui Huawei ha manifestato il proprio interesse presso la società del governo incaricata di realizzare il network, la Nbn Co., ma ha ribadito che Huawei è desiderosa di espandere la propria presenza in Australia: solo qualche giorno fa il gruppo cinese ha annunciato la creazione del suo primo cda locale e l’intenzione di assumere 200 nuove persone in Australia, portando lo staff da 400 a 600 unità.

Il nuovo board of directors terrà il suo primo meeting a metà anno. "Dati i nostri forti legami col mercato australiano, era naturale riunire un gruppo di top manager dell’Australia per guidare la nostra azienda nelle sue strategie locali", ha spiegato ancora Mitchell. Huawei Australia ha riportato un fatturato di 171 milioni di dollari australiani nel 2010, un incremento del 29% rispetto al 2009.

All’inizio di quest’anno Huawei ha anche firmato un accordo con Vodafone Hutchison Australia per la realizzazione di una nuova rete per la telefonia mobile, mentre l’anno scorso Huawei si è alleata col colosso australiano delle telecomunicazioni Telstra Corp. per portare al mercato un tablet mobile. 
E a chi, come gli Stati Uniti, teme la presenza dei cinesi nelle infrastrutture di rete per motivi di sicurezza, Mitchell risponde che non esiste nessun rischio e che Huawei è già partner di 45 tra le 50 maggiori telecom mondiali: “Non sarebbe così se non ci potesse fidare dei nostri prodotti”, ha sottolineato Mitchell, ricordando che l'azienda sta già fornendo attrezzature per le reti nazionali per la banda larga di Gran Bretagna, Singapore, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Brunei.

07 Aprile 2011