Bernabè: "A rischio la gara Lte"

L'AUDIZIONE

L'Ad di Telecom Italia lancia l'sos in audizione al Senato: "Agli operatori serve certezza giuridica sulla disponibilità della banda a 800 MHZ. Senza garanzia l'obiettivo della Legge di Stabilità non è garantito". E sul piano investimenti rilancia il rame: sul piatto 700 milioni l'anno fino al 2013

di Paolo Anastasio
"È urgente una celere razionalizzazione dell'uso dello spettro radioelettrico da parte delle emittenti locali, in modo da garantire agli operatori mobili la certezza giuridica di acquisire, nei tempi più brevi, l'effettiva disponibilità della banda di frequenza a 800 MHz che sarà oggetto di gara". Lo ha detto l'mministratore delegato di Telecom Italia nel corso di un'audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato sulla banda larga, aggiungendo che "in mancanza di queste certezze potrebbe risultare difficilmente conseguibile l'obiettivo posto dalla Legge di Stabilità circa le entrate conseguenti alla gara (2,4 miliardi di euro entro settembre 2011)".

Piano investimenti Telecom 2011-2013
Telecom Italia, dopo i 3,1 miliardi di euro del 2010, nel triennio 2011-2013 investirà, in Italia, ulteriori 8,7 miliardi. Lo ha detto Bernabè nel corso dell'audizione in Senato, aggiungendo che questi investimenti consentiranno al gruppo telefonico di "migliorare la qualità dei servizi all'ingrosso e al dettaglio, ampliare la copertura broadband, sviluppare l'ultra-broadband a partire dalle aree geografiche a maggiore domanda potenziale".

Gli investimenti, in ogni caso, riguarderanno anche la vecchia rete in rame per la quale, ha precisato Bernabè, "appaiono del tutto irrealistiche le ipotesi di rapida dismissione": la rete in rame "continuerà, ancora per molti anni, a garantire i servizi telefonici e l'accesso broadband alla maggioranza della popolazione".

Per questo Telecom investirà, nell'arco del piano, circa 700 milioni l'anno per realizzare nuovi accessi base in rame, manutenere la gran mole di apparati della rete di accesso e migliorare le prestazioni della rete stessa. Per quanto riguarda invece le reti di nuova generazione (Ngn), Bernabè ha sottolineato che il tavolo Romani, che prevede la realizzazione di una società per lo sviluppo delle infrastrutture passive in aree in cui non siano stati pianificati investimenti da parte degli operatori, "i lavori proseguono in maniera proficua".

L'attacco agli over the top
I cosiddetti "over the top", vale a dire i big di Internet come Google e Facebook, dovrebbero contribuire agli investimenti per le reti di tlc: attualmente, secondo Bernabè, non solo fanno "ricavi importantissimi", ma "non lasciano occupazione e risorse fiscali in capo ai paesi in cui vengono realizzati".

"Si stima - ha aggiunto Bernabè - che nei prossimi quattro anni gli operatori europei dovranno investire circa 20 miliardi di euro per preservare le attuali prestazioni delle reti mobili. Considerando anche gli aumenti di capacità necessari sulle reti fisse, gli investimenti complessivi superano 30 miliardi di euro, pari a circa il 10% del fatturato annuo dell'industria".

Per vincere la sfida, ha proseguito durante l'audizione in Senato, sarà necessario innovare "l'attuale modello di business che ha consentito agli over the top di raggiungere, a livello mondiale, ricavi totali analoghi a quelli conseguiti dagli operatori di rete per l'accesso a Internet (circa 130 miliardi nel 2010), pur non essendo gravati dagli elevati investimenti infrastrutturali di questi ultimi".

Insomma, ha concluso, non volendo aumentare i prezzi al dettaglio, la sostenibilità di Internet nel futuro potrà essere garantita solo "attraverso meccanismi che aumentino la contribuzione degli over the top". È evidente, ha poi puntualizzato, che si tratta di "situazioni che vanno affrontate sul piano politico con grandissima attenzione".

07 Aprile 2011