Asta Lte, niente maxi-rimborso alle tv locali

SENATO

Ritirati gli emendamenti per portare a 720 milioni l'indennizzo alle piccole emittenti che dovranno liberare le frequenze destinate alle Tlc. Tancredi (Pdl): "Testo blindato per volontà politica". Il provvedimento al Senato lunedì prossimo

di P.A.
Ritirati in Senato gli emendamenti al decreto legge omnibus pro-tv locali. "Abbiamo deciso di ritirare gli emendamenti dei relatori perche' c'è la volontà politica di non modificare il testo" ha annunciato il relatore del provvedimento per la commissione Bilancio, Paolo Tancredi (Pdl), interpellato al termine della riunione delle commissioni Bilancio e Istruzione del Senato.

Tancredi, dopo aver annunciato il ritiro dei suoi emendamenti e di quelli del relatore della commissione Istruzione, Franco Asciutti (Pdl), ha spiegato che, "inutile negarlo, c'è un accordo con il presidente della Repubblica per non rendere il testo più omnibus di quello che è già". In merito alle proposte di modifica precedentemente presentate dai relatori, Tancredi ha riferito che si trattava di "modifiche migliorative, in particolare per l'articolo 4 sulle frequenze radiotelevisive". Il provvedimento approderà lunedì prossimo in Aula al Senato per giungere al voto finale entro mercoledì 20 aprile.

Pdl, Lega e Pd avevano presentato alcune proposte per portare fino a 720 milioni di euro, rispetto ai 240 milioni previsti nel decreto, i soldi da destinare alle emittenti locali per liberare le frequenze destinate all’asta della telefonia mobile. Secondo quanto scrive Andrea Bassi su Milano Finanza, “l’Agcom, invece, nella sua consultazione sulla gara ha proposto di allungare la durata delle licenze Gsm e Umts rispettivamente al 2027 e al 2029, proponendo agli operatori di anticipare il pagamento del canone a fronte di uno sconto”.

Ieri l’amministratore delegato di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo, in audizione al Senato, ha avanzato due proposte per l’asta: la prima, preferibile, sarebbe quella di pagare quanto dovuto solo una volta che le frequenze saranno tutte libere e disponibili. La seconda, invece, prevede il pagamento immediato ma a fronte di un fortissimo sconto (cifre non se ne fanno, ma si parla di una riduzione superiore al 50%).

Le frequenze derivanti dal passaggio al digitale terrestre, che lo Stato si appresta a mettere all’asta tra gli operatori di tlc con un introito previsto nella legge di stabilità in 2,4 miliardi di euro, "hanno un prezzo inferiore se non sono libere", ha detto ieri Bertoluzzo.

Le frequenze sulla banda degli 800 Mhz (dal canale 61 al 69) devono essere ancora liberate dalle tv locali. Alla domanda su quanto possa valere l’asta, Bertoluzzo ha risposto: “Non lo sappiamo ancora, stiamo facendo le nostre valutazioni”. “Certamente - ha proseguito - la situazione è radicalmente diversa rispetto a quella che condusse all’asta Umts, quindi occorre stare attenti alle valutazioni”.

Oltretutto, “se le frequenze sono disponibili posso prevedere la partenza del servizio a una certa data, sennò metto un fattore di rischio sulla frequenza e quindi il prezzo scende”. Insomma, ha concluso, “siamo assolutamente interessati alle frequenze, ma se ci saranno le condizioni per arrivare alla base d’asta lo dobbiamo ancora capire, dipenderà dalla disponibilità delle frequenze”.

Il numero uno di Vodafone ha precisato che la società parteciperà all'asta anche se le frequenze saranno occupate, auspicando la loro liberazione da parte delle tivù locali prima della gara.

13 Aprile 2011