Cdp, ok al finanziamento della newco per le Ngn

ULTRABROADBAND

Cassa Depositi e Prestiti entrerà nella compagine pubblico-privata per la realizzazione delle reti a banda ultralarga. La conferma arriva dal Programma nazionale di riforma collegato al Patto di stabilità. Gara Lte: previste maggiori compensazioni per la liberalizzazione delle frequenze da parte delle emittenti locali

di Paolo Anastasio
La Cassa Depositi e Prestiti farà parte insieme agli operatori Tlc della newco mista, pubblico-privato, per la realizzazione delle reti a banda larga ultra veloce Ngn. La conferma arriva dal Programma nazionale di riforma (Pnr), il documento collegato al Documento di economia e finanza 2011 insieme al Programma di stabilità, presentato ieri dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

La partecipazione attiva di Cdp nel Piano nazionale per le reti di nuova generazione è ufficializzata, per la prima volta nero su bianco, al punto 69 del Pnr, nel capitolo Innovazione. La misura prevede “l’avvio di un Piano per portare le reti di nuova generazione al 50 per cento dei cittadini italiani. Un’iniziativa in partenariato pubblico privato che vede coinvolti i 20 principali operatori di telecomunicazione in Italia”.

Lo stato di implementazione del piano, secondo il Pnr, è ancora in fase di “definizione del piano esecutivo”, ma risulta operativo con data di inizio 2011 e data di fine 2016. Per quanto riguarda l’impatto sulle risorse pubbliche, “Non servono risorse a fondo perduto, ma solo l’impegno finanziario di Cassa Depositi e Prestiti”.

Un impegno non quantificato, anche perché l’elaborazione del business plan della newco per le Ngn, cui ha lavorato Rotschild, è ancora in fase di elaborazione.

Altri due punti del Pnr del capitolo Innovazione e riguardano la banda larga. Il numero 68 (Art. 1 L. 69/2009) è il Piano Banda Larga per azzerare il digital divide portando a tutti gli italiani la banda larga da 2 a 20 mbps. Secondo il collegato alla legge di stabilità 2011, il piano anti digital divide è in corso di implementazione, e terminerà nel 2013, potendo contare su “risorse disponibili a legislatura vigente per 370 milioni di euro senza indicazioni di annualità (2011-2015) a valere sul Fas (Fondo strategico per il paese)”.

Il punto 69 del capitolo Innovazione contenuto nel Pnr riguarda la Gara per le frequenze in banda 800 Mhz (asta Lte), provvedimento legiferato quest’anno e da concludere entro il 31 dicembre, dal quale “sono stimati 2,4 miliardi di euro di entrate per il bilancio dello Stato”.

La misura prevede “Maggiore disponibilità (non quantificata, rispetto ai 240 milioni di euro previsti ndr) per compensare la liberalizzazione delle frequenze da parte delle emittenti locali. A breve verrà emanato il Dpcm per l’istituzione del Comitato dei Ministri incaricato di sovraintendere alla procedura di gara – si legge nel documento – Anticipazione al 2011 della gara per le frequenze del cosiddetto dividendo digitale ora in uso all’emittenza televisiva locale da destinare alla telefonia mobile a banda larga (reti Lte ndr)”.

14 Aprile 2011