Call center: 'Bloccare la gara Poste. È antimercato'

ASSOCONTACT

“Sorprende non poco la decisione di Poste Italiane di continuare il procedimento di gara per l’assegnazione delle attività di customer service in outsourcing, nonostante la denuncia di Assocontact, l’associazione dei call e contact center in outsourcing aderente a Confindustria (denuncia alla quale se ne è aggiunta un’altra da parte delle segreterie nazionali Cgil-Cisl-Uil di categoria). 
La denuncia dell'associazione dei call center sul bando di gara indetto da Poste Italiane per l'assegnazione delle attività di customer service, nasce dal prezzo d'asta fissato che Assocontact ritiene "al massimo ribasso economico" e "inferiore al costo di un dipendente assunto".
Secondo l'associazione, infatti, con questo prezzo "non potrà essere rispettata l’indicazione di utilizzare solo personale dipendente per i servizi di inbound (ricezione delle telefonate) come stabilito e assodato ormai da tempo, sulla base del lavoro di qualificazione del settore iniziato con la circolare Damiano del precedente Governo e completato con l’avviso comune conseguente firmato da Confindustria e sindacati".

A sorprendere Assocontact è anche "l’assordante silenzio delle istituzioni di riferimento e di quelle preposte al controllo delle procedure di appalto" che, a detta dell'associazione "nonostante la denuncia, ancora non si sono mosse per verificare gli effetti della gara". L'associazione, infatti, ha anche inviato una lettera al Ministro del Walfare Sacconi per chiedere che "le gare al ribasso non penalizzino le imprese che lavorano seriamente"

La vicenda è inizata qualche giorno fa quando sono state aperte le buste di offerta presentate da 8 fra società e raggruppamenti temporanei d’impresa - tra i quali - scrive Assocontact -  "non ci risulta vi siano nostri associati" che avrebbero presentato un prezzo inferiore ai livelli di costo di un dipendente assunto.

"Non ci possono essere giustificazioni di sorta" scrive l'associazione dei call center,  "con nessun finanziamento agevolato, con nessuna facilitazione locale, si potrà mai arrivare a far sì che questa attività riesca a non far perdere denaro a un’impresa che utilizzi persone regolarmente assunte come previsto dagli accordi e dalla normativa per i servizi inbound".

Per questo motivo il presidente di Assocontact ha convocato per la settimana prossima "e con procedura d’urgenza la Giunta dell'associazione proprio per decidere una reazione dell’intero comparto a questa gara" che Umberto Costamagna chiede "ufficialmente che sia bloccata e ripensata proprio per non tornare indietro sul quel percorso di qualificazione e di crescita iniziato negli anni scorsi e che ha portato, con un grande sforzo e impegno da parte delle imprese del settore, a far sì che oltre 24.000 collaboratori a progetto fossero stabilizzati e trasformati in dipendenti subordinati"

"Siamo pronti a reazioni anche vigorose e importanti (l’autoriduzione dell’Irap per le imprese associate, il ritorno alle collaborazioni a progetto per tutti) per dare un segnale e una risposta forte e proprio perché ci teniamo a proseguire sulla strada della qualità e delle regole condivise e valide per tutti" prosegue Costamagna. La gara di Poste Italiane, se confermata, sarebbe un precedente pericoloso che aprirebbe un tristissimo scenario per tutti: un “ritorno al passato” che nessuno di noi vuole ma che non possiamo accettare solo per alcune realtà.”

18 Maggio 2009