FUTURE PROOF. Il pagamento si fa mobile. Grazie all'Nfc

FUTURE PROOF

di Maurizio Dècina, Professore ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano
Si chiamano comunicazioni di prossimità, usano la trasmissione radio bidirezionale a 13,56 MHz su piccolissime distanze (al massimo 10 cm) e con velocità moderata (da 106 a 424 kbit/s), e sono conosciute con la sigla Nfc - Near Field Communications (comunicazioni a corto raggio). I “wallet phone” (telefoni-portafogli) sono telefoni cellulari dotati di tecnologie Nfc introdotti in Giappone nel 2004 dall’operatore mobile Ntt Docomo: raggiungono oggi quasi 50 milioni unità. Il telefonino dotato di Nfc si agita (wave) o si bussa leggermente (tap) su un Pos (point of sale), su un’etichetta elettronica (smart tag) oppure su un cartellone elettronico (smart poster), e abilita una serie di servizi che possono essere distinti in tre vaste categorie.
1 - Transazioni (contactless card emulation). Includono: mobile payment, mobile ticketing, controllo accessi e varchi, ecc.
2 – Comunicazioni peer-to-peer (P2p). Includono: trasferimento dati bidirezionale, configurazione remota dei dispositivi, ecc.
3 - Modalità solo lettura (reader only for service discovery). Includono la distribuzione dei contenuti, l’accesso a informazioni, lo smart advertising, ecc.

Lo scorso anno sono stati venduti oltre 30 milioni di telefoni equipaggiati con Nfc su un totale di circa 1,1 miliardi di unità, mentre nel 2012 saranno immesse sul mercato circa 300 milioni di unità, pari al 21% del totale. Il 2011 dovrebbe infatti essere l’anno del decollo a grande scala delle tecnologie Nfc. Per permettere transazioni sicure e quindi l’identificazione certa del cliente, la tecnologia Nfc viene incorporata nei dispositivi mobili insieme ad un “elemento sicuro” (Secure Element, Se) che gestisce la crittografia. L’Se può essere realizzato dalla Sim card, oppure da una Secure Digital (Sd) card (ambedue rimovibili), oppure può essere integrato nel dispositivo mobile hardware/sistema operativo (embedded Se). Chi controllerà le credenziali degli utenti? Si preannuncia una vera e propria battaglia per i servizi Nfc tra venditori di dispositivi mobili e operatori cellulari, coinvolgendo anche banche e carte di pagamento.

Google ha integrato l’Nfc nella versione 2.3 Gingerbread di Android e lancia progetti pilota nelle principali metropoli americane (San Francisco, Los Angeles, Washington e New York) in collaborazione con Verifone per i Pos compatibili nei negozi. Apple ha annunciato l’inserimento della tecnologia Nfc nelle versioni successive di iPhone4 e iPad2, mentre Rim dovrebbe integrare l’Nfc nei suoi dispositivi entro quest’anno. I “Facebook phone” di Htc (Salsa e Chacha) girano su Android e hanno un tasto Facebook, che consente di pubblicare direttamente sul social network. Visa ha annunciato il lancio del suo primo servizio di pagamento mobile basato su Nfc: il debutto avverrà in Malesia quest’anno.
T-Mobile ha annunciato il lancio di servizi Nfc in Germania nel 2011 e la creazione di una Joint Venture con Verizon Wireless per servizi Nfc negli Stati Uniti a partire dal 2012. In Italia è recente l’annuncio del primo servizio commerciale di mobile ticketing Nfc tra Telecom Italia e Atm Milano per i biglietti della metropolitana. In Francia i 4 operatori mobili (Orange, Bouygues Télécom, Sfr e Nrj Mobile) si sono impegnati a distribuire 1 milione di telefonini Nfc nel 2011 col brand Cityzi, per offrire (tra l’altro) servizi di pagamento in accordo con 3 banche (Crédit Mutuel, Société Générale e Bnp Paribas).

Infine, a febbraio la Gsma ha annunciato il lancio dal 2012 di una embedded Sim (non rimovibile come l’embedded Se) che potrà essere modificata da remoto, lavorerà in parallelo con le Sim esistenti e permetterà il lancio dei nuovi servizi mobili P2p dell’Internet delle cose.

18 Aprile 2011