Sos reti mobili, Italia patria mondiale degli hacker

L'ALLARME

Nella classifica di Akamai il nostro Paese risulta la prima fonte mondiale per attacchi via network mobili. Nel quarto trimestre 2010 le attività illecite in aumento del 30%

di F.M.
Le città asiatiche le più veloci al mondo. A dirlo Rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2010 elaborato da Akamai Technologies. Analizzando la velocità media di connessione delle singole città in tutto il mondo, le metropoli orientali hanno dominato la classifica delle top 100, occupando il 75% delle posizioni. Taegu, in Corea del Sud, resta in vetta alla classifica con una velocità di connessione media di 18,4 Mbps.

Sono 12 le città europee (in 8 Paesi) che rientrano nella classifica delle 100 città più veloci al mondo (due in Romania, una in Norvegia, una in Spagna, quattro in Olanda, una in Repubblica Ceca, una in Portogallo, una in Austria e una nel Regno Unito).
L’analisi dell’elenco delle 100 città più veloci al mondo nel quarto trimestre del 2010 rivela che: Costanza, in Romania, è ancora la città più veloce in Europa (56esima posizione, in discesa rispetto alla 48esima della classifica del terzo trimestre del 2010), con una velocità media di connessione di 8,2 Mbps; Lyse, in Norvegia (63esima posizione), è la seconda città europea più veloce, seguita da Joure, nei Paesi Bassi (70esima); Bradford, nel Regno Unito, è entrata per la prima volta in classifica, occupando la 99esima posizione, con una velocità media di connessione di 6,1 Mbps.

Osservando i tassi di penetrazione di Internet nel mondo, sono stati oltre 556 milioni gli indirizzi IP unici, provenienti da 234 Paesi, che si sono collegati alla piattaforma di Akamai, con un aumento del 4,2% rispetto al terzo trimestre del 2010 e del 20% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Una solida crescita su base annua è stata registrata negli indirizzi IP unici collegati a Internet nei Paesi europei presenti nella classifica dei primi 10 per diffusione del web: +11% in Germania (quarta posizione), +8,1% in Francia (quinta posizione), +12% nel Regno Unito (sesta posizione) e +16% in Spagna (decima posizione).

Il numero di indirizzi IP unici registrati in Italia nel quarto trimestre del 2010 è aumentato dell’8% rispetto al trimestre precedente.
Nel quarto trimestre 2010, i Paesi europei dominano la classifica dei primi 10 per diffusione della connessione a banda larga (con velocità dai 2 Mbps in su). L’Isola di Man si colloca al primo posto, con un tasso di adozione della banda larga del 96%, seguita dal Principato di Monaco (seconda posizione), Romania (quarta), Svizzera (quinta), Bulgaria (sesta), Repubblica Ceca (settima), Paesi Bassi (ottava), Belgio (nona) e Guernsey (decima). Nel corso del 2010, Guernsey ha registrato una forte crescita, con un aumento del 161% rispetto al 2009. I tassi di adozione della banda larga per tutti i Paesi europei presenti nella Top 10 si attestano al 90%.
L’adozione della high broadband (con velocità dai 5 Mbps in su) ha continuato a crescere in Europa. Alcuni Paesi presenti nella Top 10 dedicata alla high broadband hanno registrato una crescita importante su base annua. Nei Paesi Bassi, terzi in classifica, il 56% delle connessioni vanno a una velocità di 5 Mbps o superiore, con un incremento del 34% dalla fine del 2009, mentre in Belgio (sesta posizione) sono il 47% le connessioni con una velocità di 5 Mbps o superiore (con un aumento del 29% rispetto al quarto trimestre 2009).
In Italia, il 10% delle connessioni supera la velocità di 5 Mbps (rispetto al 7,7% del trimestre precedente), l’83% si colloca al di sopra dei 2 Mbps (82% nel trimestre precedente), mentre l’1,1% è al di sotto dei 256 Kbps (1,3% nel trimestre precedente).

Tra i sei Paesi europei presenti nella Top 10 relativa alle velocità medie di connessione, la Romania è ancora una volta in testa (quarta posizione) con una velocità media di 7,0 Mbps. Seguono i Paesi Bassi (quinta posizione) con una velocità leggermente inferiore, la Lettonia (sesta) con 5,9 Mbps, la Repubblica Ceca (settima) con 5,7 Mbps, la Svizzera (ottava) con 5,6 Mbps e il Belgio (nono) con 5,5 Mbps.
La velocità media di connessione in Italia nel quarto trimestre del 2010 si attesta sui 3,4 Mbps, con un aumento di 0,1 Mbps rispetto al terzo trimestre del 2010.

Il volume dei dati scaricati in modalità mobile nel 2010 è più che raddoppiato per 53 degli operatori mobili inclusi nell’analisi di Akamai. Complessivamente, è stato registrato un aumento rispetto al 2009 per 89 operatori. Nel quarto trimestre del 2010, gli utenti di 7 operatori mobili hanno utilizzato in media oltre un gigabyte al mese di contenuti veicolati da Akamai.
La velocità media di connessione maggiore nel corso del trimestre è stata registrata da un operatore mobile in Grecia (poco oltre i 4,5 Mbps). Nessuno dei provider analizzati ha distribuito contenuti in modalità high broadband, mentre 18 operatori hanno registrato velocità di connessioni a banda larga.

La più alta velocità media di connessione nel corso del quarto trimestre è stata raggiunta da un operatore mobile del Regno Unito, che ha registrato un valore vicino ai 21,2 Mbps.
In Italia esiste un divario di 2,05 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (2,90 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (0.85 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 6,44 Mbps agli 11,58 Mbps.

Per quanto riguarda infine il traffico legato agli attacchi informatici, nel quarto trimestre 2010, la Russia ha scalzato gli Stati Uniti (scesi al quinto posto) dal primo posto nella classifica dei principali Paesi al mondo origine di traffico legato agli attacchi. La Russia è infatti responsabile del 10% del traffico totale osservato da Akamai.
Rispetto al terzo trimestre 2010, L’Europa ha registrato un aumento del traffico legato agli attacchi di circa il 4%. Per la prima volta, la Romania è entrata nella classifica dei primi 10 Paesi origine di attacchi osservati da Akamai, collocandosi al decimo posto.
Il 3,6% del traffico legato agli attacchi informatici proviene dall’Italia, che si colloca per il secondo trimestre consecutivo al settimo posto a livello globale.

Nel quarto trimestre 2010, l’Italia resta la prima fonte al mondo di traffico legato agli attacchi da reti mobili, responsabile del 30% del traffico osservato da Akamai, e in aumento rispetto al 28% del trimestre precedente. Nell’ultimo trimestre 2010, Akamai ha osservato un aumento significativo di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service). Il numero degli attacchi di questo tipo registrati nel quarto trimestre supera il totale complessivo degli attacchi condotti nei tre trimestri precedenti. Secondo l’analisi di Akamai, si tratta di attacchi molto coordinati, che hanno colpito oltre 250 tra i principali siti di e-commerce (http://www.internetretailer.com/top500). Tali attacchi sono tutti riconducibili agli stessi Paesi come fonte di traffico, fra i quali Tailandia, Brasile e Russia.

27 Aprile 2011