Cellulari spioni, negli Usa per Google rischio class-action

PRIVACY

Chiesti 50 milioni di dollari di risarcimento per la geolocalizzazione effettuata da Android. Ma la denuncia, presentata da due utenti americani, potrebbe avere un effetto valanga

di Patrizia Licata
I guai legali per Google non arrivano solo dalle alte corti ma anche dai cittadini privati. Due utenti di cellulari Android hanno fatto causa a Big G sostenendo che i loro telefoni hanno registrato e conservato a loro insaputa i dati relativi ai loro spostamenti. I due utenti sono cittadini americani residenti nella contea di Oakland nello Stato del Michigan: nella causa presentata il 27 aprile presso la corte federale di Detroit affermano che i loro cellulari Htc Inspire 4G, che usano il sistema operativo Google Android, seguono e registrano i loro spostamenti “proprio come un tracking device per usare il quale però sarebbe necessario un mandato del tribunale”.

L’obiettivo dell’accusa è dare voce ad altri utenti di cellulari Android e trasformare la causa in una class-action. Intanto i due utenti americani chiedono almeno 50 milioni di dollari di danni e un ordine della corte che ingiunga a Google di smettere di registrare i movimenti di chi usa i suoi prodotti.

Come noto, sia Google che Apple sono nel mirino di tribunali, governi e consumatori per la presunta raccolta di dati, volontaria o accidentale che sia, tramite i loro smartphone. Entrambe le aziende hanno accontentito a partecipare a un’udienza davanti al Senato americano il prossimo 10 maggio in cui si parlerà della privacy dei consumatori sui device mobili.

“Noi informiamo gli utenti e diamo loro pieno controllo sulla raccolta, condivisione e uso dei dati sulla loro posizione geografica”, ha affermato Chris Gaither, portavoce di Mountain View, in previsione proprio dell'udienza americana. “Tutti i dati sulla location spediti ai server di Google sono resi anonimi e quindi non possono più essere riferiti a uno specifico utente né permettere di rintracciarlo”.

29 Aprile 2011