Zte e Huawei, è guerra aperta sui brevetti Lte

LO SCONTRO

Alla denuncia intentata da Huawei in Germania, Francia e Ungheria, Zte risponde con un'azione legale in Cina per violazione del copyright sulle tecnologie 4G

di F.M.
È guerra “legale” tra Huawei e Zte. Dopo che Huawei, lo scorso venerdì aveva annunciato di aver denunciato Zte per violazione dei brevetti, ora tocca alle seconda rispondere pan per focaccia. Zte ha infatti intrapreso un’azione legale contro la concorrente per violazione dei brevetti sulle tecnologie cellulari wireless Lte di quarta generazione. Nell’azione legale, Zte chiede che Huawei cessi di porre in essere tali violazioni, indennizzi e si assuma le proprie responsabilità legali causate da tali violazioni. La società intraprenderà inoltre una serie di azioni legali a livello globale per proteggere i propri diritti di proprietà intellettuale, a garanzia che i suoi legittimi diritti e interessi non vengano compromessi.

“La società – si legge in una nota diffusa - ritiene che il rapido sviluppo delle innovazioni nel mercato globale delle telecomunicazioni sia strettamente correlato alla collaborazione attiva tra Zte e le altre società di telecomunicazioni in tutto il mondo. Zte collabora inoltre con le organizzazioni di standard internazionali tra cui Itu, 3Gpp e 3Gpp2 per la realizzazione di reti di comunicazione unificate e interoperabili. Zte detiene una posizione di leadership e ha contribuito in maniera significativa all’operato di tali organizzazioni”.
“Nel primo trimestre del 2011 – ricorda ancora la nota - il numero di domande di brevetti Pct da parte di Zte era il più elevato del mondo”.

L’azienda ritiene che la concorrenza sui brevetti non dovrebbe costituire fonte di concorrenza tra le aziende. Zte rispetta i diritti di proprietà intellettuale di titolarità di altre aziende, senza però smettere di proteggere i propri.
Lo scorso venerdì Huawei invece aveva denunciato Zte in Germania, Francia e Ungheria contro Zte che avrebbe violato alcuni brevetti relativi a tecnologie Lte e usato il brand senza autorizzazione.

L'azione è stata avviata dopo che Zte ha rifiutato la proposta di accordo fatta da Huawei per lo scambio di licenze e brevetti.
"La proprietà intellettuale, per Huawei, è tra le risorse di maggior valore. Per questo motivo ci sentiamo in dovere verso i nostri utenti finali e soci di impegnarci al massimo per proteggere queste risorse in ogni giurisdizione – aveva commentato Song Liuping, rappresentante legale dell'azienda - Dovunque queste pratiche illecite si verifichino, faremo il necessario per assicurarci che l'uso della proprietà intellettuale di Huawei, da parte delle altre società, si basi sull'accettazione di protocolli e pratiche internazionali".

Zte, da canto suo, si era detta sorpresa dell’azione legale intrapresa sdalla collega cinese, sottolineando in una nota di “rispettare e conformarsi senza alcuna riserva alle leggi ed ai regolamenti relativi ai brevetti internazionali, e nega con fermezza di aver violato alcun marchio e brevetto. Zte è sempre disponibile a portare avanti trattative in buona fede, ma si riserva il diritto di intraprendere a sua volta azioni legali in situazioni come questa per difendere i suoi interessi e quelli dei suoi clienti”.

02 Maggio 2011