Cisco, ancora tagli: scattano i pre-pensionamenti

EXIT STRATEGY

Continua la manovra di "rifocalizzazione" sul core business del networking che prevede anche un maggior controllo dei costi. Partono le trattative con i dipendenti over 50 nelle sedi di Usa e Canada

di Patrizia Licata
Cisco Systems prosegue il cammino della sua riorganizzazione interna e, dopo essersi liberata delle attività consumer ritenute meno strategiche, si prepara a snellirsi di parte del personale offrendo ad alcuni dipendenti l’opzione del pre-pensionamento. Si tratta di una delle tante manovre “mirate” che il colosso americano sta mettendo in atto per rifocalizzarsi e riportare in cima alle proprie priorità il business core del networking.


Secondo il nuovo programma, i dipendenti che all’8 luglio di quest’anno avranno almeno 50 anni e un numero complessivo tra la loro età e gli anni di servizio presso Cisco di almeno 60, potranno chiedere di andare in pensione anticipata. Nella nota che l’azienda stessa ha spedito ai dipendenti, Cisco afferma che con questa manovra otterrà un "certo" risparmio sui costi (che non ha tuttavia quantificato).


"Cisco adotta diversi metodi per tenere sotto controllo i costi. Offrire questo programma volontario di pre-pensionamento agli impiegati che hanno i requisiti per aderire negli Stati Uniti e in Canada fa parte del nostro costante impegno a una gestione responsabile dell’azienda”, ha dichiarato una portavoce di Cisco.

Come noto, all’inizio del mese, Cisco, che ha registrato una serie di trimestri con risultati deludenti e ha risentito della riduzione della spesa It da parte di pubbliche amministrazioni e grandi aziende, ha preso misure più drastiche, chiudendo la sua attività consumer Flip (videocamere), con una perdita di 550 posti di lavoro e un costo di 300 milioni di dollari. L’azienda americana ha fatto sapere che sta conducendo una “approfondita analisi del portafoglio delle attività”, il che potrebbe suggerire che nuovi tagli sono all'orizzonte.



04 Maggio 2011