Cisco e Intel alleate nel nome dei data center cloud ready

PARTNERSHIP

Garantire la sicurezza in ambito virtuale, aumentare le capacità di memorizzazione a fronte di minori consumi energetici: queste le sfide che le due aziende stanno portando avanti insieme per spingere l'adozione della "nuvola"

di Gian Carlo Lanzetti
Sono passati due anni da quando Cisco è entrata nel mercato dei server, ovvero degli Unified computing systems (Ucs), come preferisce chiamarli, per differenziare la sua proposition da quella di altri concorrenti.

I risultati sono arrivati, anche se ancora non allineati agli obiettivi per cosi dire tipici di un gruppo di queste dimensioni. “Attualmente i nostri ricavi annualizzati in questo settore – osserva Danilo Ciscato, director Mediterranean Region Marketing – si aggirano intorno ai 650 milioni di dollari, ancora sotto il miliardo di dollari che costituisce il nostro obiettivo standard di quando poniamo in essere operazioni di questo genere. Ma siamo sulla buona strada perché l’incremento medio annuo è del 700% e nel mondo contiamo già 4000 società che hanno scelto le nostre soluzioni, molte delle quali già con acquisti ripetuti. Abbiamo attrezzato una rete di 350 partner con certificazione Atp e un network di oltre 40 sviluppatori di software che stanno lavorando sulle Api dei nostri sistemi. Le applicazioni supportate sono già decine mi migliaia. Per esempio tutte le applicazioni migrate dai sistemi legacy di Hp sono avvenute con successo”.

Il deployment dei sistemi Ucs interessa tutti i settori di attività, quelli tipici dell’informatica, con manufacturing e finance ai primi posti. L’Italia si è dimostrata un paese molto ricettivo verso queste proposte, tanto che alcune referenze hanno assunto una valenza internazionale.

E il futuro non potrà che confermare e consolidare i risultati, aggiunge Cisco. Ma per fare questo è necessario un approccio al mercato che segni una discontinuità con il passato nella ideazione e gestione dei data center. Il mercato chiede un approccio che privilegi integrazione, innovazione apertura agli standard . Ovvero soluzioni coese integrate in sistemi di nuova generazione in grado di ottimizzare al contempo capacità di computing, di networking, di accesso allo storage e di virtualizzazione, con un meccanismo di gestione anch’esso integrato. Questa è la strada imboccata da Cisco con la collaborazione di alcuni partner, in primis Intel, fornitore dei chip ma società con cui il leader dei router sta cooperando anche su altri fronti tecnologici. Uno è quello della sicurezza in ambito virtuale, un altro quello della memorizzazione (supporti più veloci e di minore consumo) e della massima trasparenza dei server.

Invero il percorso avviato non è facile da comprendere pienamente e spiegare nonostante gli sforzi di Laura Pegorini, architecture marketing manager data centre/virtualisation Med di Cisco e di Andrea Toigo, enterpriese tecnology specialist Intel Italia. Il messaggio più importante si può comunque riassumere in questi termini: tutti i componenti che fanno parte della proposition Ucs sono pensati per soddisfare ai bisogni attuali dei data center ma ancora di più per ottemperare ai requisiti delle future evoluzioni dei DC, che richiederanno soluzioni cloud-ready. Ovvero open, sicure, scalabili, flessibili, resilienti e soprattutto integrate.

“Dobbiamo inseguire, ossia siamo dei follower, in questo settore, spiega Ciscato; per contro siamo però favoriti dall’essere dei leader nel networking, ovvero in quello che è stato il settore che ha generato le maggiori innovazioni nell’informatica negli scorsi anni. Del resto la rete è il collante della rivoluzione in corso: quasi due miliardi di persone connesse, 15 miliardi di oggetti attesi nel 2015, 390 gigabytes di dati creati ogni secondo, 500 milioni di utenti su Facebook e 450 milioni su Skype. Anche questi numeri sottolineano la necessità di un nuovo approccio architetturale ai data center, che saranno sempre più virtualizzati e cloud-ready.

E’ stata la virtualizzazione a innescare il processo di cambiamento, slegando le applicazioni dall’hardware; il cloud sarà il futuro e noi di Cisco questo futuro lo stiamo già cavalcando oggi con un portafoglio prodotti in cui sono inglobati le condizioni per fronteggiare i driver della futura generazione di data center”.

09 Maggio 2011