Asta Lte in Francia, Parigi punta a 2,5 miliardi

FREQUENZE

L'Eliseo fissa la soglia minima di proventi attesi dalla gara per l'assegnazione delle licenze 4G, che dovrebbe tenersi prima dell'estate

di Paolo Anastasio
Il governo francese ha fissato a 2,5 miliardi di euro la soglia minima di proventi attesi dall’asta delle licenze per le frequenze 4G. Lo riferisce Les Echos citando documenti confidenziali e aggiungendo che l’asta, riservata ad operatori di telefonia mobile dovrebbe tenersi entro l'estate. In precedenza, sulla stampa francese era circolata voce secondo cui i proventi attesi sarebbero stati 1,85 miliardi di euro.

Le frequenze da 30 megahertz, che permettono di una navigazione più veloce su internet, sono state divise in quattro blocchi da vendere a quattro candidati potenziali: la Orange di France Telecom, Sfr del gruppo Vivendi, Bouygues Telecom e Free, nuovo operatore che prevede di avviare il suo servizio di telefonia mobile nel 2012. Nessuno degli operatori potrà detenere più del 50% delle frequenze messe all’asta.

Tra il 2003 e il 2010, la Francia ha incassato 2,7 miliardi di euro dalla vendita delle licenze 3G, ricorda il quotidiano.

Il ministro dell’Industria Eric Besson ha reso noto che la gara per le frequenze mobili di quarta generazione sarà lanciata alla fine del mese e ha confermato che sarà imposto un tetto alla quantità di spettro per la quale un singolo operatore potrà presentare offerte. 
I 30 megahertz totali che verranno messi all’asta saranno divisi infatti in quattro lotti e un operatore non potrà comprare più di 15Mhz, ha spiegato il ministro.



La Francia non è il primo Paese ad imporre un limite a quanto spettro un singolo carrier può acquistare: altri, come la Spagna, hanno fatto sapere che adotteranno misure simili per permettere anche agli operatori più piccoli di comprare porzioni di spettro e garantire la concorrenza sul mercato.



Il governo francese ha consegnato le sue raccomandazioni per l’asta del 4G la scorsa settimana, il che dovrebbe permettere al regolatore delle telecomunicazioni Arcep di avviare la gara entro la fine di maggio. Proprio l’Arcep ha nel frattempo fatto sentire la sua voce invitando le telco francesi a mantenere alto il livello degli investimenti nelle reti fisse e mobili: occorreranno ulteriori 20 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, secondo quanto ha affermato il direttore Jean-Ludovic Silicani in un’intervsta con il quotidiano Les Echos.

Si tratta in pratica di 1,5 miliardi di euro l’anno che devono aggiungersi agli investimenti che le aziende telefoniche francesi hanno già messo in preventivo per la manutenzione delle loro reti, ha spiegato Silicani.
 Gli operatori telecom francesi hanno investito l’anno scorso complessivamente 6 miliardi di euro, un record per la Francia, di cui Silicani si è detto soddisfatto e che deve invitare a proseguire nei prossimi anni con lo stesso impegno.

16 Maggio 2011